Baseball, Jorge Posada si veste d’Azzurro: “Qui per dare una mano”
Cinque World Series in bacheca, 1829 partite di Major League e cinque volte All Star: sono, questi, solo una parte dei numeri che hanno segnato la carriera di Jorge Posada, stella dei New York Yankees dal 1995 al 2011 e, oggi, coach dell’Italia di Francisco Cervelli nell’imminente World Baseball Classic.
Aveva detto già in precedenza, Posada, di non vedere l’ora di cominciare questa avventura, e in effetti ha deciso di lavorare con lo staff e i giocatori azzurri anche per alcuni giorni nel corso dell’Early Camp di Port Charlotte, dove sabato la Nazionale ha svolto il suo primo allenamento e dove la leggenda degli Yankees potrà lavorare anche con diversi atleti che non saranno presenti al Classic: “Penso che sia un gruppo fantastico, c’è molto talento qui“, sono state le prime parole di Posada con la casacca azzurra. “Desidero conoscere i ragazzi, stare insieme per alcuni giorni, parlare con loro per metterli nella giusta mentalità, aiutarli ad essere positivi e ottenere successo. Sono qui proprio per questo: se vedrò qualcosa di particolare, lo farò notare e cercherò di fare una mano“.
La presenza di Posada è legata a doppio filo a Francisco Cervelli (“lui è stato il mio maestro, è una persona che conoscer il baseball: averlo qui per tutti noi è spettacolare“, ha detto di lui il manager azzurro). I due, insieme, hanno vinto il titolo in Major League nel 2009 e non hanno mai fatto mistero del loro legame: “Ho un ottimo rapporto con Francisco, mi sento come se fossi suo fratello maggiore ormai da quando mi presi cura di lui quando arrivò in Major League. Adoro la sua energia. È sempre molto positivo, molto entusiasta: voleva sempre imparare e ascoltava molto; vedo che ha portato queste caratteristiche oggi nel suo gruppo“.
Posada non ha mai preso parte, da giocatore, al Classic, ma lo farà oggi da coach: “Il World Baseball Classic per me significa molto. Vengo da Puerto Rico e non ho mai avuto la possibilità di giocarlo con la divisa della nazionale a causa di un infortunio; per questo avere oggi l’opportunità di essere qui con Francisco è un’esperienza che non vedo l’ora di iniziare. Come ho detto prima, sono qui per aiutare la squadra: voglio mettere i ragazzi nella giusta disposizione d’animo e ovviamente dare una mano in ogni modo possibile“.