Mondiali Montréal 2026: Giulio Ciccone deluso per il nono posto
Uomo di punta della nazionale italiana ai Mondiali di Montréal, Giulio Ciccone domenica 27 settembre ha chiuso la prova in linea iridata della categoria élite al nono posto.
Aiutato soprattutto da Christian Scaroni e Davide Piganzoli nel rintuzzare i tanti attacchi di giornata, l’abruzzese negli ultimi tre dei 13 giri del circuito del Mont Royal è apparso molto brillante. Protagonista di un paio di accelerazioni importanti, l’ultima delle quali nel corso della tornata conclusiva e in compagni del britannico Tom Pidcock, l’azzurro non ha avuto le energie per sprintare per una medaglia.
Le parole di Giulio Ciccone ai microfoni della Rai subito dopo l’arrivo
Delusione
“Sicuramente c’è un po’ di delusione per il risultato. Eravamo venuti qui per qualcosa in più, ma credo che a livello tattico e d’impostazione di gara abbiamo cercato di fare tutto al meglio. È stata dura, nell’ultimo giro ho avuto i crampi. Abbiamo provato sulla salita con Pidcock, siamo arrivati a una ventina di secondi da McNulty. Poi il finale è stato difficile perché c’erano uomini come Van der Poel, Simmons e Pedersen che avevano interesse solo a chiudere. Non era più una situazione da attacchi in salita. Mi dispiace per il risultato, ma credo di aver corso un bel mondiale, anche con i miei compagni di squadra. Abbiamo cercato di fare il massimo. Siamo venuti con l’intenzione di provarci, senza avere nulla da perdere, e lo abbiamo fatto”.
Anarchia e taticismo
“Il pericolo più grande era che in una corsa anarchica scappasse via qualcuno. Siamo andati fortissimo da molto lontano, quindi alla fine eravamo tutti spenti, al limite. C’è stato tanto tatticismo e così quando McNulty ha attaccato non è stato seguito.
Si sapeva che quello era un momento critico, ma a volte bisogna anche rischiare perché è impossibile inseguire tutti. Oggi avevo nel mirino Del Toro, Seixas e Remco, mi sono concentrato su di loro. Poi, quando ho capito che qualcuno di loro ne aveva meno, ho provato anche ad anticipare e muovermi. Alla fine va bene così“.