Ciclismo

Mondiali Montréal 2026: Paul Seixas vuole la vittoria

Il talento francese non nasconde le proprie ambizioni per la prova in linea di domenica 27 settembre
Paul Seixas
Paul Seixas (Getty Images)

Complice l’assenza causa infortunio di Tadej Pogačar, la gara maschile più attesa dei Mondiali di Montréal, quella in linea della categoria élite, non ha un super favorito. Il belga Remco Evenepoel e l’olandese Mathieu van der Poel sanno come si vince una maglia iridata, il messicano Isaac Del Toro e il francese Paul Seixas, che il 13 settembre sono arrivati primo e secondo al GP de Montréal, possono contare sull’entusiasmo della giovinezza.

Proprio il talento transalpino, che nella cronometro di domenica 20 si è piazzato terzo dietro a due fenomeni delle prove contro il tempo come Evenepoel e Ganna, ha rilasciato dichiarazioni bellicose a L’Équipe in riferimento alla corsa del prossimo 27 settembre.

Le parole di Paul Seixas a L’Équipe

Cronometro archiviata

“La cronometro? Ormai è passata, già da domenica sera ho iniziato a pensare alla gara in linea. La prova contro il tempo era importante, ma il mio obiettivo principale è la corsa di domenica. Aver preso la medaglia di bronzo nella crono non cambia molto le cose, anche perché sono due specialità molto diverse. Però, quel risultato dimostra che sono in buona forma e questo mi dà fiducia.

Obiettivo vittoria

“L’obiettivo per domenica è la vittoria. Con la mia condizione attuale e con la spinta della squadra, ogni altro risultato rispetto al titolo iridato sarebbe una delusione. Ovviamente, sono conscio del fatto che in una gara del genere può accadere di tutto, ma io parto con l’ambizione di vincere. Se ci penso, è una cosa pazzesca, ma mi dà ancora più motivazione. È tutto quello che ho sempre sognato”.

Corridore esplosivo

“Sarà diversa rispetto al GP de Montréal anche per via di quel lungo tratto in linea che precederà l’ingresso nel circuito. Bisognerà vedere come si svilupperà la corsa, ma in ogni caso penso che si imporrà un corridore esplosivo. Potrà essere uno più adatto alle salite o uno che sa anche fare bene le volate, ma di certo servirà esplosività. Perché le cose vadano meglio per me, noi della Francia dovremo fare corsa più dura possibile. Come? Vedremo, non abbiamo ancora fatto la riunione pre-gara. Thomas Voeckler ha sempre qualche idea, sto aspettando…”.

Attenti al vento

“Non ho bisogno per forza di staccare tutti. Ovviamente, ogni corridore direbbe che sarebbe preferibile arrivare da soli, ma potrebbe anrami bene anche un’eventuale volata ristretta. Non sono fermo negli sprint e ci sto lavorando, almeno una volta a settimana, da tempo. Poi, dopo 270 chilometri di gara, una volata è sempre particolare. Inoltre, l’arrivo è duro e bisognerà tenere conto anche del vento“.