Movistar Team: Nairo Quintana annuncia il ritiro a fine stagione
Primo al Giro d’Italia 2014; primo alla Vuelta a España 2016; due volte secondo (2013 e 2015) e una volta terzo (2016) al Tour de France.
L’annuncio del ritiro di Nairo Quintana, che a fine stagione appenderà la bici al chiodo, non può lasciare indifferenti. Scalatore di primissima qualità, il colombiano ha commesso degli errori ma mancherà al ciclismo.
Iniziata in Colombia nel 2009 con la Boyaca Es Para Vivirla, la carriera di Quintana nel corso dei due anni successivi è proseguita alla Cafe de Colombia, dove si è messo in evidenza e si è guadagnato il contratto con la Movistar nel 2012. Nel 2020 si trasferisce alla Arkéa Samsic, dove rimane fino al 2022, quando arriva la squalifica per la positività al Tour de France. Dopo un anno senza squadra, il Condor nel 2024 torna alla Movistar, con cui chiuderà la sua splendida avventura in sella.
Le parole di Nairo Quintana nella conferenza stampa in cui ha annunciato il ritiro
Ultima stagione
“É una giornata importante per me, per la mia famiglia, per tutti quelli che mi sono stati vicini. Oggi sono qui per dirvi che è la mia ultima stagione da ciclista professionista. Non sarà questa [la Volta a Catalunya n.d.r.] la mia ultima corsa, ma ogni corsa di quest’anno sarà una grande festa, un modo per ringraziare tutti quelli che mi hanno supportato in tutti questi anni.
Colombia
“Sono un ragazzo nato in montagna, dove la vita non era facile. Un ragazzo che non aveva molto, ma aveva qualcosa di forte: la voglia di andare avanti […] Ho imparato che questo non era solo uno sport, era la mia vita. Nel 2012 è arriva l’opportunità che ha cambiato tutto: la Movistar. […] L’inizio di un sogno, perché da quel momento le vittorie non erano più solo mie, ma di un intero paese, di un continente, di tutta la Colombia”
Futuro
“Oggi non parlo di fine, ma di un nuovo inizio, voglio costruire nuove imprese, aprire opportunità, sostenere lo sport agonistico e amatoriale e restituire alle persone, soprattutto ai giovani, tutto ciò che il ciclismo mi ha dato”.