Italia Softball è tornata a casa, Montvidas: “Ottima esperienza e grande ospitalità”
Con l’atterraggio all’aeroporto di Milano Malpensa, nella mattina di mercoledì 21 gennaio, Italia Softball ha concluso il training camp messicano, nel quale le Azzurre hanno disputato complessivamente sei test amichevoli, quattro contro le Bravas de Leon e due contro la formazione femminile dei Diablos Rojos.
Per l’head coach azzurro, Craig Montvidas, l’esperienza nel suo complesso “è stata un successo”, ha detto con soddisfazione. “Avevamo un obiettivo – ha aggiunto – e ciò che era stato pianificato è diventato realtà: riunire la squadra, potersi allenare insieme e giocare contro squadre molto forti è stato per noi molto utile. Le nuove giocatrici si sono inserite molto bene, sia dentro che fuori dal campo. Quando nuove atlete entrano in una squadra, la preoccupazione è sempre quella di farle sentire a loro agio, perché non si sa mai quale possa essere la reazione: il gruppo è stato invece perfetto, e questo è importante per lo sviluppo futuro del softball italiano”.
Mentre l’Italia è tornata a casa, in Messico sta iniziando la LMS, con diverse azzurre impegnate: “Siamo stati trattati eccezionalmente bene, sarebbe bello poter ricambiare. L’ospitalità è stata eccellente. Il campionato messicano è sicuramente entusiasmante: le squadre possono avere 8 giocatrici straniere, il che sembra molto, e in realtà lo è, ma rende tutto molto professionale e aumenta la qualità del softball in generale. In questo senso, anche il livello dei nostri impegni è stato molto alto”.
Avere iniziato in questo modo il 2026 è un buon viatico per gli obiettivi di quest’anno. L’Italia ha già il programma, come conferma Montvidas: “Capisco il punto di vista delle società e le loro difficoltà, essendo stato head coach di un club, ma la qualificazione per la Coppa del Mondo è a giugno, quindi una settimana prima del torneo in Repubblica Ceca, saremo di nuovo insieme, faremo un ritiro di allenamento. Ora lavoreremo sulla parte logistica: dove giocheremo, dove ci alleneremo, contro chi”. I prossimi mesi, con l’inizio del campionato, decideranno poi il roster: “Abbiamo ancora molta strada da fare, siamo lontani dalla selezione definitiva: vedremo le giocatrici durante le competizioni e prenderemo le decisioni. La parte più difficile di questo mestiere è, appunto, prendere le decisioni sulle giocatrici che hanno fatto parte del percorso ma non parteciperanno ai tornei, visto che si possono portare 16 atlete alla qualificazione al Mondiale, mentre erano 17 per l’Europeo”.