Tiger Woods torna in libertà: rilasciato su cauzione dopo l’arresto in Florida
Si è conclusa dopo una lunga notte la detenzione di Tiger Woods. L’ex numero uno del mondo è stato ufficialmente rilasciato su cauzione nelle prime ore di sabato 28 marzo, lasciando la struttura carceraria della contea di Martin dove era stato condotto in seguito a un rovinoso scontro sulla strada di casa. Woods, che ha trascorso il tempo minimo di isolamento previsto dalle rigide leggi della Florida, è apparso provato ma illeso. Il rilascio segna la fine della fase di fermo immediato, ma apre un capitolo legale complesso: le autorità hanno infatti confermato le accuse di guida in stato di alterazione e danneggiamento, legate a una dinamica che ha visto il suo SUV ribaltarsi dopo un sorpasso ad alta velocità finito male.
Woods, il rebus sostanze
Il portavoce dello sceriffo ha chiarito che, sebbene l’etilometro abbia dato esito negativo escludendo l’ebbrezza da alcol, l’atteggiamento “letargico” e i segnali di annebbiamento mostrati da Tiger Woods avrebbero spinto gli agenti a sospettare l’assunzione di medicinali o altre sostanze. A pesare come un macigno sulla sua posizione è stato il rifiuto categorico di sottoporsi all’esame delle urine, una scelta che ha fatto scattare l’arresto immediato. Secondo gli investigatori, il golfista avrebbe cercato di proteggersi evitando prove definitive, ma il diniego ai controlli previsti dalla legge rappresenta di per sé un reato che graverà sul procedimento giudiziario appena avviato, proprio mentre Woods stava cercando di mettersi alle spalle l’ennesimo calvario fisico.
Woods, carriera al bivio
Mentre la notizia del rilascio fa il giro del mondo, il futuro agonistico di Tiger Woods appare più incerto che mai. Con il Masters di Augusta distante solo poche settimane, l’episodio giudiziario rischia di cancellare mesi di faticosa riabilitazione dopo l’ultimo intervento alla schiena. Sulla vicenda è intervenuto anche il Presidente Donald Trump, che ha descritto Woods come un “uomo straordinario in un momento di grande difficoltà”, sottolineando il lato umano di una crisi che sembra ciclica. Per il campione si tratta infatti della seconda incriminazione simile in nove anni, un’ombra che si allunga su una leggenda che, nonostante gli innumerevoli ritorni, sembra destinata a dover combattere le battaglie più dure lontano dal green.