Il finale perfetto di Ronda Rousey: sottomissione in 15 secondi di Gina Carano – Highlights
Ronda Rousey ha riscritto l’atto finale della sua leggendaria carriera nell’ottagono, regalando ai fan un’ultima, fulminea dimostrazione di forza. A 39 anni, e dopo ben dieci anni di totale assenza dalle arti marziali miste, l’ex campionessa UFC ha sottomesso l’altra grande pioniera della disciplina, Gina Carano, in appena 15 secondi. Sul ring dell’Intuit Dome di Los Angeles, nel primo evento MMA trasmesso in diretta mondiale da Netflix sotto l’egida della Most Valuable Promotions (MVP), a Rousey è bastato il tempo del suono della campanella per portare a terra l’avversaria e bloccarla nella sua celeberrima leva al braccio (armbar). Per l’icona statunitense si tratta della decima vittoria in carriera ottenuta con questa specifica tecnica.
Un abbraccio emotivo per un addio definitivo
Nonostante i dubbi della vigilia sulla competitività della quarantaquattrenne Carano, ferma anche lei da moltissimo tempo, l’incontro si è trasformato in una celebrazione dello sport al femminile. Subito dopo il “tap-out”, Carano si è rialzata sorridendo e le due atlete si sono unite in un abbraccio commosso. “Gina è il mio eroe, l’unica persona che avrebbe mai potuto spingermi a tornare“, ha dichiarato una Rousey visibilmente emozionata a fine match. La campionessa ha poi spento sul nascere qualsiasi voce su un possibile proseguimento della sua attività agonistica: “Non avrei potuto desiderare un finale migliore di questo. Adesso voglio solo tornare a casa e fare altri figli“.
La sfida aperta all’impero della UFC
Al di là del risvolto sportivo, la serata di Los Angeles ha assunto i contorni di una vera e propria dichiarazione di guerra commerciale alla UFC di Dana White. Ronda Rousey non ha risparmiato dure critiche alla sua vecchia federazione, attaccando la gestione dei compensi degli atleti: “Non sarei qui oggi se la UFC pagasse meglio i suoi lottatori“. Nel pugilato e negli eventi indipendenti come questo firmato MVP, i borseggi arrivano a toccare il 60% dei ricavi dell’evento (con Rousey che ha incassato circa 1,7 milioni di sterline), mentre in UFC la quota destinata ai lottatori è inferiore al 20%. Il promoter Jake Paul ha rincarato la dose, definendo l’improvviso annuncio del ritorno di Conor McGregor da parte della UFC – arrivato proprio in contemporanea con lo show – come una mossa disperata: “Dimostra solo quanto siano insicuri. Preparatevi, perché questo è l’inizio del nostro dominio“.