Olimpiadi 2026, tutta la delusione di Vinatzer: “Non sono stato all’altezza: sono stato uno dei perdenti di questi Giochi…”
Non è stata l’Olimpiade che sperava, Alex Vinatzer, tra cadute e tempi che non gli hanno garantito l’opportunità di giocarsi una medaglia. Ne nei giorni scorsi, ne oggi, quando dopo appena una manciata di porte ha visto terminare il proprio slalom, dando l’addio al sogno di allungare la scia di festa azzurra, dopo una domenica da record.
“Non è andata per niente bene – ha commentato amareggiato Vinatzer ai microfoni della Rai al termine della gara-. È stata per me un’Olimpiade deludente e mi dispiace molto – prima di analizzare una mattinata da dimenticare -. Pista e visibilità non sono state un problema. Ci abbiamo provato, ci siamo messi in gioco, ci abbiamo messo un pelo di rischio”.
“Non ho retto la pressione, non sono stato sul pezzo”
“Non ho retto la pressione – ha continuato l’atleta azzurro -: volevo vincere una medaglia per il mio Paese. È una delusione personale. Ho perso in pista ma ho vinto nella vita, con una famiglia e una fidanzata meravigliose. Non sono stato sul pezzo per tutti i Giochi olimpici, bisogna accettarlo. Non sono stato all’altezza, Era una tracciatura dove sapevamo che c’era un po’ di rischio per stare lì a giocarsi da medaglia e alla fine della fiera non ho sciato come avrei dovuto e quindi il sogno olimpico si è infranto”.
“Non sono riuscito a sentirmi come so – ha aggiunto –. avevo tanto peso alle spalle. Purtroppo era un po’ troppo per me. Sono stato uno dei perdenti di questi Giochi. Riassumendo non posso che essere grato a federazione, sponsor, parenti genitori e ragazzi per darmi supporti e fare ciò che amo. Non potrei scegliermi vita più bella. Voto a questi Giochi? Insufficiente, senza se e senza ma”.
Ma Vinatzer guarda al fururo
“L’unica cosa che posso fare è cambiare qualcosa e lavorare intensamente nei prossimi quattro anni a fare in modo che non capiti più – conclude -. È l’unica cosa che posso fare perché ciò che è successo è successo. Si sogna sempre in grande e comunque alle Olimpiadi contano solo le medagli e il mio obiettivo era quello di tornare a casa con una medaglia. Stare qua a partecipare, non è per me il senso dei giochi olimpici perché è la massima espressione dello sport e dell’agonismo e per quanto sia bello arrivare insieme ad altra gente sono un po’ troppo competitivo per farmi andare bene un piazzamento. Tutto ciò che diciamo non era medaglia non era l’obiettivo”.