Olimpiadi, scoppia il caso medaglie rotte: interviene la Zecca
Dopo il caso di Parigi 2024 scoppia anche alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 il caso medaglie. Sono infatti già cinque, come minimo, i casi di atlete e atleti che hanno lamentato problemi al metallo ricevuto. In realtà, però, non si tratta a tutti gli effetti di un problema alla medaglia, quanto di una situazione che coinvolge il gancio che permette di appenderle al collo.
Le testimonianze
La prima atleta di queste Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 a lamentare l’accaduto era stata l’americana Breezy Johnson: «Stavo saltando per l’emozione e si è rotta». All’elenco si sono aggiunte poi Ebba Andersson, Alysa Liu, Justus Strelow e l’italiana Lucia Dalmasso, che aveva testimoniato: «Mi è già successo due volte, una giù dal podio e una volta sul letto». Proprio per il gran numero di casi, però, è pronta a intervenire la Zecca di Stato.
Le cause e la soluzione
È del resto la stessa Zecca di Stato ad aver firmato le medaglie delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. E, per questo, sarà proprio la Zecca a intervenire: stando alle prime indagini non ci sarebbe nessun problema di fragilità della medaglia, ma un funzionamento anomalo di quello che è il sistema di sicurezza antisoffocamento previsto dagli standard internazionali, che porta la medaglia a sganciarsi. A partire da martedì 10 febbraio saranno presenti nelle varie sedi di gara dei tecnici che applicheranno un ulteriore dispositivo che risolveranno il problema. Inoltre, la Zecca di Stato ha fatto sapere che tutte le medaglie danneggiate anche in minima parte saranno sostituite.