Australian Open 2026, Bellucci: “Buona prestazione. Non sono ossessionato dai punti”
Un punteggio più netto e pesante di quanto non abbia detto il campo condanna Mattia Bellucci all’eliminazione dagli Australian Open. Troppo Casper Ruud per il tennista azzurro, che ha sbattuto contro il muro eretto dal norvegese. Mai un passaggio a vuoto dell’allievo della Rafa Nadal Academy, che domina il match e vola al secondo turno. Bellucci ha analizzato così la sua prestazione in conferenza stampa: “Sicuramente nei game di avvio set non sto brillando in questo periodo ed è un qualcosa su cui dovrò lavorare. Sono però contento della mia prestazione, venivo da un momento non buonissimo. Mi sono anche goduto la partita, non sono sceso a compromessi e ho sempre cercato di colpire forte. Non posso dire che avrei potuto fare molto di più oggi”.
Australian Open 2026, Bellucci: “Primo set fastidioso, ha determinato il match”
Il rammarico principale per Mattia Bellucci riguarda il primo set, specialmente i primi game che sono sfuggiti troppo velocemente: “Il primo set è stato fastidioso, sia per il 6-1 che per l’andamento del parziale. Andare subito sotto così all’inizio determina le sorti del set e della partita, specialmente contro avversari di questo calibro. Un po’ di lotta all’inizio avrebbe sicuramente favorito il mio ingresso in partita. Sono andato però in crescendo e questa è sicuramente una cosa positiva, ho lottato molto anche a fine partite e ci sono tanti spunti positivi. È stata una partita importante, è stata una buona prestazione. Ovviamente non sono contento del risultato, ma in questo momento non sono ossessionato dai risultati o dai punti. Quando ero entrato tra i primi 200 avevo giocato con l’ossessione che a ottobre avevo tanti punti in scadenza perché avevo vinto due Challenger. Ora non è più così”.
Australian Open 2026, Bellucci: “Giocherò tutti i tornei in America”
In chiusura di conferenza stampa Bellucci ha spiegato la sua programmazione, che prevede tanti tornei in America: “È chiaro che in qualche momento penso ai punti che perderò a breve, circa 260-270 che sono quelli di Rotterdam, ma è inevitabile. Questo significa che bisogna lavorare meglio, l’obiettivo della continuità è assolutamente necessario per me. I picchi sono estremamente belli da vivere, ma ciò che serve è la continuità anche a livello emotivo. Fa la differenza anche per l’approccio e per il lavoro quotidiano, si arriva a questa solo attraverso il lavoro, quindi è un po’ un cane che si morde la coda. Adesso vado in America a giocare tutti i tornei. Giocherò a Dallas, Delray Beach e Acapulco, poi Indian Wells, un Challenger e infine Miami. Ci aspetta un grande viaggio americano”.