Australian Open 2026, Bublik senza rimpianti dopo il cambio di mentalità tardivo: “Non ho sprecato anni”. Il motivo
Alexander Bublik approda al 3° turno dell’Australian Open 2026 grazie al successo in tre set ai danni di Marton Fucsovics e conferma di meritare il piazzamento nella top 10 della classifica ATP raggiunto dopo il successo a Hong Kong in finale su Lorenzo Musetti.
Bublik a cuore aperto
Il 28enne kazako parla di come sia cambiato tutto a partire dalla metà della scorsa stagione senza, però, guardare con rimpianto agli anni precedenti: “Sono davvero contento del modo in cui sono rimasto sul pezzo mentalmente e ho continuato a lottare, anche se ero sotto al break nel terzo set. Sicuramente vincere mi piace di più rispetto agli anni precedenti. Sto giocando in questo modo probabilmente da Madrid/Roma/Torino dello scorso anno e proseguo così. Se qualcosa deve essere cambiato o modificato, spero di farlo in tempo e non in ritardo come a inizio 2025. Ma finché funziona, cercherò di continuare. Con gli anni sono invecchiato un po’ e ho iniziato a trattare il tennis più come un lavoro. Ad esempio sono venuto qui in Australia per fare tutto il possibile per vincere partite. Per me è più una questione di lotta. Voglio dire, non sono contento di venire qui, perdere magari in cinque set, urlare e spaccare racchette: non sento il bisogno di farlo. Cerco di essere un buon padre, un buon marito, un buon amico. Credo sia importante tenere i piedi per terra, lavorare sodo, giocare a tennis: è tutto quello che cerco di fare come essere umano. Penso che non si possa davvero spingere qualcuno a fare qualcosa se non per sfinimento. Tutti dicono ai propri figli di imparare dagli errori degli altri, ma io credo che in realtà impariamo dai nostri errori. A me dicevano tutti di cambiare: io li ascoltavo ma certe cose non mi entravano in testa. Sono in top 50 da 7-8 stagioni di fila e già nel 2017 ero in top 100, quindi è stata una lunga strada. Questo cambiamento è stato una mia scelta. Se ho cambiato mentalità è semplicemente perché per me è un modo più naturale di fare le cose. Ad esempio in passato mi piaceva mangiare cibo spazzatura e bere tanta Coca-Cola, mentre ora non lo faccio più. Oppure adesso mi piace dormire bene e stare con la famiglia invece di uscire. Dalla mia prospettiva attuale potrebbe sembrare che abbia sprecato anni, ma in realtà ero felice perché facevo ciò che sentivo di dover fare, consapevole delle conseguenze. Ero pragmatico, sapevo quello che facevo. All’improvviso ho vinto un titolo ed ero felice. Guardando indietro, non cambierei nulla. Non so cosa succederà al Bublik tra cinque anni, se sarò ancora più affamato oppure se non andrò ai tornei perché vorrò stare a casa. Quindi per me è più un modo naturale di imparare dai propri errori“.
I punti ATP da difendere in classifica da Bublik nel 2026
In ordine cronologico
Australian Open 10 punti
Montpellier 50 punti
Marsiglia 25 punti
Indian Wells 10 punti
Phoenix (challenger) 90 punti
Monaco 25 punti
Madrid 100 punti
Roma 30 punti
Torino (challenger) 175 punti
Roland Garros 400 punti
Halle 500 punti
Wimbledon 10 punti
Gstaad 250 punti
Kitzbuhel 250 punti
US Open 200 punti
Hangzhou 250 punti
Shanghai 10 punti
Vienna 100 punti
Parigi 400 punti