Australian Open 2026, Darderi sorpreso: “Non pensavo di giocare così bene”. La chiave per la prossima sfida con Khachanov
Dopo i problemi di stomaco accusati all’esordio con Cristian Garin, Luciano Darderi non deve fare i conti con altre difficoltà dal punto di vista fisico nella sfida con Sebastian Baez, vinta brillantemente in quattro set contro un avversario di livello come l’argentino, finalista ad Auckland la scorsa settimana.
Darderi soddisfatto del proprio tennis
Il nativo di Villa Gesell è molto contento della propria prestazione come dichiarato ai microfoni di Eurosport e SuperTennis: “Non me l’aspettavo di giocare così bene, anche se sto dimostrando un buon livello sul cemento. Oggi ho fatto capire di essere all’altezza, Baez ha perso solo in finale con Mensik in questo inizio di annata ed era quindi in grandissima fiducia. Sono contento del lavoro che stiamo facendo, solo parole di felicità per questa vittoria. Abbiamo giocato tante volte, l’ultima volta sulla terra a Bastad, ma erano due anni che non giocavamo uno contro l’altro sul cemento. Al di là della vittoria o della sconfitta, oggi si è visto che il mio livello di gioco in campo sia salito e mi fa molto piacere. al piede? No nulla stavolta, si è rotta la scarpa per il caldo che fa e non potevo levarmi la cavigliera durante la partita”.
Darderi parla della prossima sfida con Khachanov
Al prossimo turno, il tennista italiano se la vedrà con il temibile Karen Khachanov: “È un grande giocatore soprattutto sul cemento. Ho visto dal meteo che dovrebbero esserci 37-38 gradi sabato, sarà una giornata ancora più calda e dovrò prepararmi. Per fortuna mi sono ripreso in fretta dal problema allo stomaco che ho avuto, ieri sono andato a letto alle 7 di sera e mi sono svegliato oggi alle 7 di mattina. Non ho mai dormito così in vita mia, è la prima volta che mi capita una cosa del genere. E ho giocato così. Ha un tennis aggressivo: servizio, dritto, rovescio. Tira forte su tutto. Dovrò attaccare per primo e cercare di muoverlo il più possibile perché, secondo me, lui è più forte in attacco che in difesa. Tutti soffrono in campo, chi dice di non soffrire non dice la verità. C’è chi le gestisce meglio, però dentro le sensazioni che si provano sono sempre le stesse“.