Australian Open

Australian Open 2026, Djokovic dopo la vittoria n. 399 negli Slam con Maestrelli: “Il mio più vecchio amico qui è un albero di fico brasiliano”

Mai banale Novak Djokovic in conferenza stampa dove festeggia il successo n. 399 nei tornei dello Slam
Novak Djokovic
Novak Djokovic (Getty Images)

Tutto facile per Novak Djokovic contro il nostro Francesco Maestrelli nel match di 2° turno vinto per 6-3 6-2 6-2 dal serbo all’Australian Open: per il 38enne di Belgrado si tratta dell’affermazione n. 101 a Melbourne e della n. 399 nei tornei dello Slam.

Australian Open 2026, Sinner sontuoso al servizio: travolto Duckworth per il 16° successo di fila a Melbourne. Il prossimo avversario sarà Spizzirri

L’amicizia tra Djokovic e un albero di fico

In conferenza stampa, l’ex n. 1 della classifica ATP parla del legame speciale con l’albero di fico nei giardini botanici con cui condivide un’amicizia ventennale: “Quello è il mio più vecchio amico qui a Melbourne. È stato lì per curare le mie ferite e farmi compagnia. È un legame meraviglioso, la natura è un’alleata così potente. Abbiamo un’amicizia che dura da oltre 20 anni”.

Le sensazioni di Djokovic dopo il successo con Maestrelli

Il 24 volte campione Slam parla, poi, della sua prestazione contro il pisano: “In realtà il punteggio è lo stesso del primo turno, quindi le sensazioni in campo sono state piuttosto simili, generalmente positive. Ho servito meglio nel primo match. Mi sembrava di giocare due tornei completamente diversi, uno di giorno e uno di notte, soprattutto a causa del vento, che credo abbia soffiato più forte quest’anno rispetto a qualsiasi altra edizione in cui ho giocato qui in Australia. Bisogna adattarsi a queste condizioni e a un avversario diverso, con un servizio potente. Ma nel complesso sono contento di come mi muovo in campo e di come colpisco la palla. Cerco sempre di lavorare con uno scopo. Ho avuto una pre-season più lunga, come l’anno scorso. Quando ho più tempo, cerco ovviamente di analizzare il mio gioco e i diversi aspetti che posso davvero migliorare. Altrimenti, che senso avrebbe? Che senso ha competere e scendere in campo senza cercare di essere migliore rispetto alla stagione precedente? Questa è la mentalità che cerco di avere ed è ciò che mi ha permesso di giocare ai massimi livelli a questa età. Sono contento che il lavoro svolto nella pausa stia dando i suoi frutti. È solo l’inizio del torneo. Ovviamente non ho giocato alcun torneo preparatorio e sono molto soddisfatto di riuscire a esprimermi così, considerando l’assenza di partite competitive per più di due mesi. Finora tutto è stato positivo, segnali incoraggianti. Devo continuare su questa strada. Hai sempre bisogno di almeno un paio di occhi a bordo campo, se non due o tre, che conoscano il tennis, con diversi livelli di esperienza e prospettive differenti, per osservare il tuo gioco e quello del tuo avversario. Io conosco molto bene il tennis, ma spesso, soprattutto durante le settimane di competizione, quando sei sotto stress, le emozioni non sono controllate come in una settimana senza partite. Devi quindi occuparti di molto più che del tuo tennis o di come colpisci il dritto”.