Australian Open 2026, il miracolo di Sinner con i crampi salvato dalla heat policy e dal tetto chiuso: i dettagli del protocollo AO-EHP
Uno dei successi più incredibili della carriera di Jannik Sinner arriva al 3° turno dell’Australian Open 2026 contro Eliot Spizzirri, piegato con il punteggio di 4-6 6-3 6-4 6-4 dopo essere arrivato a un passo dal ritiro a causa dei crampi.
Sinner aiutato dalla heat rule e dal succo di cetriolini
Per la prima volta nella sessione diurna in questa edizione, il n. 2 della classifica ATP comincia ad avvertire crampi in diverse parti del corpo (gambe e braccia) proprio mentre la heat rule sospende l’incontro sul punteggio di 6-4 3-6 3-1 in favore dell’avversario, ordinando la prosecuzione al coperto: l’attivazione dell’AO-EHP tiene conto di quattro parametri che, combinati tramite un algoritmo, danno vita ad una scala per misurare lo stress da calore: temperatura, calore, umidità e velocità del vento. Questi fattori insieme danno vita alla Heat Stress Scale (AO-HHS), che va da 1 a 5. Il valore minimo vuol dire che le condizioni sono adeguate per lo svolgimento degli incontri, il massimo prevede la sospensione della partita fino al ripristino di un valore adatto. Se il grado è 4, invece, si applica un cooling break. In questo specifico caso, si attiva il provvedimento previsto per il valore massimo con la chiusura del tetto, dove possibile come nella Rod Laver Arena, o la sospensione del match.
Sul volto di Simone Vagnozzi traspariva tutta la preoccupazione, mentre Sinner esclamava rivolto al suo box “Non so cosa fare…” prima dell’interruzione provvidenziale con l’americano che reagisce con un sorriso ironico e una grande rabbia, consapevole di non poter tener testa a un azzurro ritrovato dopo l’interruzione.
Al rientro in campo, Sinner torna infatti padrone del match, imponendosi dopo tre ore e quarantacinque minuti: agli ottavi il derby italiano inedito con Luciano Darderi, vittorioso in precedenza ai danni di Karen Khachanov.