Australian Open 2026, Jovic ci crede: “Con Sabalenka non sono troppo sfavorita”. Il motivo
Il primo quarto di finale del singolare femminile dell’Australian Open 2026 è in programma martedì 27 gennaio alle ore 01:30 italiane quando la n. 1 della classifica WTA, Aryna Sabalenka, sfiderà la sorprendente Iva Jovic, per la prima volta tra le migliori otto in uno Slam dopo aver battuto, tra le altre, la nostra Jasmine Paolini al 3° turno.
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Jovic ottimista prima della sfida con Sabalenka
La giovane statunitense non si sente battuta in partenza con la bielorussa: “Ho decisamente superato le mie speranze e aspettative per questo torneo. Penso di essere migliorata molto e di essermi evoluta molto come giocatrice e come persona rispetto a dodici mesi fa. Tornare con i piedi per terra è stato un po’ difficile perché in uno Slam ci sono un sacco di persone e cose al di fuori del tennis, come i media e i tifosi. Quello che ho fatto è cercare di concentrarmi sulla prossima partita, consapevole che c’è ancora molto lavoro da fare. La sfida con Sabalenka? Sono emozionata. Non potrei chiedere di meglio di un quarto di finale Slam contro una delle migliori giocatrici al mondo. Spero che il livello che sono stata in grado di raggiungere sia sufficiente. Non ho la sensazione di essere troppo sfavorita perché non mi sembra di aver giocato al di fuori del mio livello abituale. Venivo da altri due tornei in cui giocavo tutti i giorni e vincevo un sacco di partite e il livello che sto mostrando in questa settimana non è poi così diverso da allora“.
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L’importanza del padre per Jovic
In ultimo, la 18enne californiana sottolinea l’importanza del ruolo di suo padre che le ha trasmesso un tennis offensivo: “È stato soprattutto lui a insegnarmi lo stile di tennis che voleva che giocassi. Non è un allenatore vero e proprio, ma credo che mi abbia inculcato la mentalità giusta. Penso che sia uno dei miei più grandi sostenitori e crede sempre che io possa vincere, a prescindere dall’avversaria o dall’importanza della partita. Sono molto fortunata ad avere una famiglia che non mi vede solo come una tennista, ma vuole che io sia felice. Vogliono che giochi a tennis perché mi piace, non perché diventi una grande star“.