Jorge Jesus apre al ritorno di Cristiano Ronaldo: “C’è stato un malinteso”
Il caso Cristiano Ronaldo-Jorge Jesus sembra andare verso una fase di disgelo. Dopo giorni di tensione, il commissario tecnico del Portogallo ha infatti scelto di abbassare i toni, lasciando chiaramente intendere che la porta della Nazionale resta aperta per CR7. Dopo la vittoria per 2-1 sulla Norvegia, che ha permesso al Portogallo di chiudere la sosta con il primo posto nel girone di Nations League a punteggio pieno, Jesus ha spiegato che il ritorno del fuoriclasse dipenderà innanzitutto dalla volontà dello stesso Ronaldo. “Cristiano Ronaldo può tornare se lo desidera. Non so cosa succederà. Per me, tutto è aperto. Deve decidere il suo futuro prima della convocazione. Se gioca e vuole far parte della nazionale, può tornare quando vuole, perché no? Si è trattato di un malinteso e, secondo me, è facile da risolvere. Per quanto mi riguarda, va tutto bene. Quando si risolverà? Non lo so, vedremo”, ha detto il ct, aggiungendo che, se sarà ancora impegnato con l’Al-Nassr e vorrà rispondere alla convocazione, sarà regolarmente convocabile. Una posizione molto più conciliante rispetto alle dichiarazioni che avevano fatto esplodere il caso. Tutto era nato dopo la decisione di lasciare Ronaldo in panchina contro la Norvegia e, successivamente, dopo l’indicazione che non sarebbe partito titolare contro la Danimarca. Il portoghese aveva quindi lasciato il ritiro della Nazionale, comunicando la propria decisione dopo un confronto con il presidente della Federazione Pedro Proença. Jesus aveva riconosciuto che Ronaldo era rimasto contrariato dalla scelta tecnica, pur sostenendo che non ci fosse stato un vero e proprio scontro.
Cristiano Ronaldo resta un simbolo del Portogallo
Il commissario tecnico ha poi ribadito un concetto che aveva già espresso nei giorni precedenti: Ronaldo resta un simbolo della Nazionale e del Portogallo. Alla vigilia della sfida con la Norvegia, Jesus aveva evitato di alimentare ulteriormente la polemica, spiegando di voler concentrare tutte le energie sulla squadra e sulla partita, ma senza ignorare il peso di CR7. “È un simbolo della Nazionale portoghese, è un simbolo del Portogallo”, aveva dichiarato. Adesso, però, la prospettiva è quella di un possibile chiarimento. Jesus ha spiegato di essere disponibile a parlare con Ronaldo anche prima della prossima convocazione, prevista per gli impegni di novembre, ma ha sottolineato che la decisione finale spetterà al giocatore. La Federazione, dal canto suo, ha definito l’accaduto un malinteso e ha ribadito l’importanza di Ronaldo per la selezione.
Il futuro di Cristiano Ronaldo con il Portogallo
La questione, dunque, è tutt’altro che chiusa. Ronaldo ha 41 anni, resta il miglior marcatore nella storia del Portogallo con 146 gol in 234 presenze, ma il nuovo corso di Jorge Jesus ha già mostrato di non voler garantire automaticamente il posto da titolare nemmeno alla sua stella più rappresentativa. Il nodo non sembra quindi essere il valore di Ronaldo, quanto piuttosto la gestione del suo ruolo all’interno di una squadra che Jesus considera prioritaria rispetto alle singole individualità. Dopo l’addio improvviso al ritiro, Ronaldo aveva lasciato intendere che avrebbe raccontato la propria versione dei fatti a tempo debito. Nel frattempo, però, il Portogallo ha continuato a vincere anche senza di lui e il ct ha scelto una linea distensiva. Il messaggio di Jesus è chiaro: Ronaldo non è escluso e non è considerato un problema, ma dovrà essere il diretto interessato a decidere se tornare e a quali condizioni. Il prossimo appuntamento di novembre potrebbe così diventare il momento decisivo per capire se la frattura è stata davvero ricomposta o se il rapporto tra CR7 e la Nazionale portoghese è arrivato al capitolo finale.