Calcio Estero

Mourinho attacca Vinicius: “Non è rispettoso! Ma quale razzismo?”

José Mourinho ha attaccato Vinicius dopo quanto avvenuto ieri sera durante Benfica-Real Madrid
José Mourinho in panchina con il Fenerbahce
José Mourinho in panchina con il Fenerbahce

L’Estadio Da Luz di Lisbona è stato al centro del polemiche nella serata di ieri. La partita tra Benfica-Real Madrid, infatti, è stata sospesa per circa dieci minuti a causa di alcuni problemi tra Vinicius Junior e Prestianni. L’esterno brasiliano sarebbe stato accusato dall’avversario per un’esultanza giudicata provocatoria dopo il gol del momentaneo 1-0. Il brasiliano, infatti, è andato alla bandierina, dove ha simulato un balletto, prima di essere allontanato da Otamendi. Tornando a centrocampo si è incrociato con Prestianni che, dopo quanto visto, coprendosi la bocca non gli regala complimenti. Vinicius, dopo aver sentito le parole dell’avversario, si reca dall’arbitro Letexier che sospende la partita. L’esterno del Real Madrid rientrando in panchina scambia un breve dialogo con Mourinho, prima di sedersi, rifiutandosi di tornare in campo. A convincerlo è stato alla fine Alvaro Arbeloa, che ha permesso al match di riprendere lasciandosi alle spalle quanto avvenuto. Almeno fino al post partita.

Mourinho se la prende con Vinicius

Dopo il triplice fischio di Letexier, infatti, la polemica si riaccende davanti alle telecamere e al centro dello show, nel suo habitat naturale, c’è il solito José Mourinho. Lo Special One, durante il suo commento post partita, ha puntato il dito contro Vinicius accusandolo di aver fatto infuriare le 60.000 persone presenti al Da Luz: “Vinicius avrebbe dovuto festeggiare in modo più rispettoso, non far arrabbiare 60 mila persone“. Sui presunti insulti razzisti di Prestianni nei confronti del giocatore del Real Madrid, invece, il portoghese ha risposto generalizzando e rinnegando l’etichetta di ‘razzista’ a un club come il Benfica: “Vinicius dice una cosa e Prestianni un’altra, non mi schiero con nessuno dei due. Il Benfica ha Eusebio come leggenda: non è un club razzista…“.