Lazio, Lotito punge: “Raspadori? Mica è Maradona”
Il nome di Giacomo Raspadori è stato uno dei temi centrali dell’intervento di Claudio Lotito a margine della celebrazione per i 126 anni della Lazio. Il presidente biancoceleste ha scelto la sua solita ironia per ridimensionare il valore dell’attaccante ormai vicino a trasferirsi alla Roma, rivendicando le proprie scelte di mercato. “Raspadori chi è, Maradona? Non ha mai giocato all’Atletico, poi vedremo se è meglio quello nostro oppure Raspadori”, afferma senza mezzi termini. Una frase che suona come una frecciata diretta ai rivali cittadini e come una difesa preventiva delle operazioni condotte dalla Lazio. Il messaggio è chiaro: i confronti si faranno sul campo e il patron biancoceleste è molto convinto delle sue scelte (Taylor e Ratkov, ma non solo).
Due rifiuti
Nel resto dell’intervento, Lotito allarga il discorso alle trattative sfumate e alle difficoltà ambientali. “Sui due giocatori che voi avete detto, non sono voluti venire alla Lazio. Sono stati contattati, ma hanno detto ‘no grazie, non ci interessa’”, spiega come un fiume in piena, riferendosi a Raspadori e a Loftus-Cheek, altro obiettivo di gennaio poi rimasto al Milan. Non manca poi il riferimento a un altro nome pesante del passato, che aveva attirato attorno al presidente molta ironia social e dei tifosi: “Greenwood ho fatto di tutto per prenderlo, lui è voluto andare in Francia. Perché? La colpa è anche dell’ambiente. Se l’ambiente crea tutto questo caos, la gente preferisce stare in un posto più tranquillo”. Parole che chiamano in causa il contesto romano, da sempre molto complicato per calciatori e addetti ai lavori.