Calcio

Caos Spagna, la Liga si scontra di nuovo con i giocatori: cosa è successo 

Prosegue lo scontro tra La Liga e i giocatori iniziato lo scorso ottobre, i vertici del calcio si appellano alla Corte Suprema
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Logo Liga (Getty Images)

A ottobre scorso le squadre de La Liga non hanno iniziato a giocare per i primi 15 secondi delle partite, una forma di protesta contro la decisione della Lega di far disputare la gara Villarreal – Barcellona negli Stati Uniti. A cinque mesi da quell’evento, la Corte spagnola ha respinto la causa della Liga con cui voleva dichiarare illegale l’iniziativa dei calciatori. Nonostante questo, i vertici del calcio spagnolo non hanno intenzione di arrendersi e sono pronti a presentare ricorso alla Corte Suprema e il motivo è strettamente economico: la protesta sarebbe costata 8.7 milioni di euro in termini di diritti televisivi.

Il motivo della protesta e la sentenza del tribunale

La protesta è servita perché la gara inizialmente prevista in Florida non si è disputata, come è successo poi per Milan – Como. In quei 15 secondi iniziali di ogni gara le telecamere, su richiesta della Liga, non hanno mai inquadrato i giocatori concentrando le riprese sull’esterno dello stadio o sul centro del campo. In vista di quel weekend, l’associazione dei calciatori spagnoli AFE aveva annunciato l’iniziativa: “Protesta simbolica contro la mancanza di trasparenza, dialogo e coerenza della Liga sul giocare una partita all’estero”. La sentenza del tribunale del 7 aprile: “Questo stop del lavoro, a causa della sua breve durata (10 secondi in un periodo di 90 minuti, escluso il tempo aggiunto) e del suo impatto trascurabile sullo sviluppo del match, poiché tutte le partite sono state giocate a completamento senza alcun incidente al di là dell’azione stessa, non può essere classificato o etichettato come uno sciopero”