Capello: “Gli arbitri sono una mafia, al VAR servono ex giocatori”
“Gli arbitri sono una mafia. Non vogliono servirsi di ex giocatori per il VAR, eppure loro conoscono i movimenti del calcio, il movimento che fa un giocatore per fermarsi, per aiutarsi. E molte volte prendono decisioni che non sono corrette, perché non hanno giocato e non conoscono quei movimenti. A un giocatore toccano la faccia, lui si butta a terra, e fischiano. Ma perché fischi? Se io misuro 1,90 e l’altro 1,75, quando mi muovo il mio braccio è all’altezza della sua faccia, perché fischi? Questo mi fa impazzire”. Fabio Capello non le manda a dire e parla della classe arbitrale come una sorta di “casta” che non vuole essere aiutata.
L’appello di Capello
Nel corso di una lunga intervista a Marca in cui tocca tanti temi del calcio attuale, Don Fabio si dice convinto che la presenza anche di ex calciatori al VAR aiuterebbe molto il sistema. “Metti uno là che dica all’arbitro ‘Beh, a me non sembra rigore, o sì, mi sembra’. Con l’UEFA abbiamo analizzato 20 situazioni in cui sono stati fischiati rigori, le hanno riviste ex giocatori ed ex allenatori, e 6 di queste erano rigore e 14 no”.
Capello sul caso Negreira
Capello ha anche commentato lo scandalo Negreira (l’ex vicepresidente arbitrale spagnolo accusato di aver preso soldi dal Barcellona) negli anni in cui Don Fabio ha vinto due campionato con i Blancos, mettendolo a confronto con Calciopoli. “Hanno provato a fermarci ma non ci sono riusciti. Abbiamo vinto contro tutti! Se pensi che vincere abbia sempre valore, dopo questo ne ha ancora di più. La Juventus non ha pagato (gli arbitri, ndr) eppure la squadra è stata mandata in Serie B. In Spagna con questa storia di Negreira non è successo nulla. In Italia agiamo”.