Calcio

Come funzionano le elezioni FIGC e chi vota: la guida completa

Si tornerà presto a votare in FIGC per eleggere il nuovo presidente. Ecco cosa bisogna sapere
Gabriele Gravina
Gabriele Gravina

La data da segnare sul calendario è quella del 22 giugno, quando nuove elezioni determineranno il nuovo numero uno della FIGC. Difficile immaginare questa volta numeri plebiscitari come nell’ultima riconferma di Gabriele Gravina, presidente dimissionario uscente, più semplice pensare invece a un complesso gioco di incastri e accordi dal punto di vista politico. Ma come funzionano le elezioni?

Chi vota

Sono in totale 274 i delegati, che dovranno esprimere complessivamente 516 voti. Un numero spiegato dal regolamento che determina l’elezione del presidente FIGC: tutte le realtà partecipati hanno un peso diverso al voto in base al fattore ponderale, riscritto nella riforma del novembre 2024. La Serie A pesa il per il 18%, la Serie B ha solo il 6% mentre la Lega Pro ha il 12%. La fetta più grande della torta spetta ai Dilettanti, che vota per il 34% del totale. Infine, i Giocatori possono contare sul 20% e gli Allenatori per il 10%. 

Come funzionano le elezioni

Per diventare presidente FIGC un candidato deve ottenere al primo scrutinio tre quarti dei voti, al secondo due terzi e dal terzo il 50% più uno. Nessuna lega da sola può eleggere quindi il proprio presidente, ma è evidente come il peso dei Dilettanti possa essere decisivo. Nelle tre elezioni di Gravina non ci sono mai stati problemi, ma non sono mancati duelli di recente: Tavecchio, per esempio, vinse su Abodi con il 54% nel 2017. Se non c’è accordo il commissariamento diventa inevitabile, con l’intervento del CONI e la nomina di un commissario.