Coppa Italia, Motta fa il fenomeno: para 4 rigori all’Atalanta e porta la Lazio in finale
Si potrebbero analizzare i 120 minuti della semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Atalanta e Lazio in mille modi. Dagli episodi arbitrali ai 120 secondi di follia che passano dal vantaggio biancoceleste di Romagnoli al pareggio di Pasalic. Dal gol di Raspadori, il quasi ex di serata che Lotito aveva etichettato come “mica è Maradona”, annullato poi dal VAR ai primi due rigori sbagliati dalla Lazio con Tavares e Cataldi. Il protagonista assoluto di questa semifinale di Coppa Italia è però Edoardo Motta, portiere classe 2005 della Lazio che oggi faceva il suo esordio assoluto in Coppa Italia. Non aveva giocato la gara d’andata, è subentrato dopo l’infortunio di Provedel e da quel momento si è preso la porta della Lazio. Ha sofferto tanto oggi, ha sbagliato qualsiasi rinvio con i piedi ed è stato salvato dal VAR in occasione del gol annullato a Ederson. La copertina però se la prende prima con un miracolo su Scamacca all’ultimo secondo dei tempi regolamentari, fino ai quattro rigori consecutivi parati per trascinare la Lazio in finale.
Coppa Italia, primo tempo piatto. La partita si accende nella ripresa
Il primo tempo della semifinale di ritorno di Coppa Italia è piuttosto bloccato. Sarri sceglie di confermare il tridente visto a Napoli, ma l’attacco biancoceleste non riesce a fare male alla difesa dell’Atalanta come successo sabato. Palladino sceglie Krstovic nel ballottaggio con Scamacca, con De Ketelaere e Zalewski alle sue spalle che non incidono. La ripresa però è ben altra partita, al quarto d’ora si accende con il gol di Ederson. Dopo quattro minuti di controllo VAR l’arbitro Colombo annulla la rete per un fallo molto dubbio di Krstovic su Motta, incerto in uscita bassa. Protesta l’Atalanta, protesta anche la Lazio a 15 dalla fine per un fallo di mano di Scalvini in area di rigore piuttosto evidente. La partita si sblocca a sei dalla fine su calcio piazzato, corner di Zaccagni e inserimento di Romagnoli che da rapace d’area di rigore la sblocca col sinistro. Come successo all’andata, l’Atalanta alla prima azione dopo il gol subito la pareggia: sponda di Krstovic, piatto sinistro di Pasalic deviato da Taylor che batte Motta. La Dea ha la grande occasione per vincerla, Scamacca svetta in area di rigore ma Motta si supera con una parata straordinaria in controtempo anche con l’aiuto del palo.
Coppa Italia, rete annullata a Raspadori nei tempi supplementari. Ai rigori è super Motta
Le energie calano drasticamente nei tempi supplementari, ma l’Atalanta aveva trovato la forza per vincerla. Cross di De Ketelaere per Zappacosta, sponda al centro per Raspadori che di testa trova la rete. Il VAR interviene, posizione irregolare di Zappacosta per la quale viene annullato il gol di Raspadori, che sembrava una punizione al presidente Lotito che a gennaio aveva parlato di un calciatore che “non è mica Maradona”. Da quel momento i ritmi calano, si viaggia verso i calci di rigore dove sale in cattedra Motta. L’Atalanta segna il primo rigore con Raspadori, la Lazio sbaglia con Tavares e si ritrova sotto. Da lì in poi è uno “one man show”, Motta neutralizza i rigori di Scamacca, Zappacosta, Pasalic e De Ketelaere. Alla Lazio bastano le reti di Isaksen e Taylor, esplode la gioia biancoceleste con i ragazzi di Sarri che il 13 maggio si giocheranno la finale di Coppa Italia contro l’Inter.