Conference League, la Fiorentina rimonta il Rakow: 2-1 in Polonia e quarti di finale
Dopo aver superato lo Jagiellonia, la Fiorentina si impone anche sul Rakow, conquistando un successo per 2-1 contro un’altra formazione polacca già affrontata nel cammino europeo. I viola staccano così con pieno merito il pass per i quarti di finale di Conference League. Decisive le marcature di Piccoli e Pongracic, che ribaltano il vantaggio iniziale firmato da Struski nei primi minuti della ripresa. Scelte quasi obbligate ma comunque coraggiose per Vanoli, che schiera una formazione ricca di titolari, lasciando inizialmente fuori solo De Gea, Mandragora, Pongracic e Gudmundsson. In avanti torna Kean dal primo minuto, dopo l’infortunio alla tibia accusato a Udine. Dall’altra parte, Tomczyk recupera all’ultimo Tudor per la difesa e conferma il tridente offensivo composto da Makuch, Brunes e Lopez, anche se quest’ultimo è costretto ad abbandonare il campo dopo appena 18 minuti per un problema muscolare.
Conference League, primo tempo equilbrato
Nel primo tempo la Fiorentina si rende pericolosa soprattutto nelle fasi iniziali e finali. Dopo pochi istanti Kean si mette in proprio, partendo dalla metà campo e arrivando al tiro, che però viene respinto da Svarnas; sulla ribattuta non riesce a trovare la porta. Poco prima dell’intervallo è Parisi a creare scompiglio sulla fascia sinistra, servendo Fagioli, il cui tentativo al volo viene neutralizzato da Zych. In mezzo, altre occasioni vedono protagonista ancora Kean e qualche iniziativa del Rakow, senza però grande precisione sotto porta. I padroni di casa gestiscono il possesso e provano a pressare, ma senza riuscire a impensierire davvero il portiere avversario. I viola, invece, appaiono troppo lenti nella costruzione e poco incisivi negli spazi centrali.
Conference League, la Fiorentina vince in rimonta
La seconda frazione si apre nel peggiore dei modi per la squadra italiana: il Rakow passa subito in vantaggio con Struski, lasciato libero di concludere in diagonale, approfittando anche di una non perfetta reazione di Christensen. Il gol destabilizza momentaneamente la Fiorentina, che fatica a riorganizzarsi. Vanoli interviene con dei cambi, inserendo Piccoli e Gosens e modificando l’assetto offensivo. Le mosse si rivelano efficaci: la squadra acquista maggiore dinamismo e pericolosità, con Parisi e Harrison particolarmente attivi sulle fasce. Il pareggio arriva al 23’, quando una giocata insistita porta Ndour al tiro, deviato leggermente da Piccoli, che sorprende il portiere. Poco prima lo stesso Piccoli aveva centrato il palo, mentre Parisi aveva impegnato severamente Zych. La Fiorentina prende fiducia e continua a spingere alla ricerca del gol del vantaggio, sfiorandolo ancora con Fagioli. Nel finale, però, non manca un brivido: Christensen esce in modo avventato su Brunes e l’arbitro inizialmente assegna il rigore, poi revocato grazie all’intervento del VAR che ravvisa una simulazione dell’attaccante polacco, ammonito per l’episodio. Nei minuti conclusivi, con il Rakow sbilanciato in avanti, Pongracic trova il gol decisivo con un tiro da lontano a porta sguarnita, su assist di Gudmundsson. Al triplice fischio esplode la gioia della Fiorentina, che conquista l’accesso ai quarti e continua a inseguire il sogno europeo.