Coppe Europee

Di Gregorio chiude i commenti. Spalletti: “Accetti il disprezzo”

Portiere in enorme difficoltà, ma il tecnico della Juventus non vuole alibi
Michele Di Gregorio, Juventus, calcio
Michele Di Gregorio, Juventus, calcio

Il momento complicato della Juventus ha finito per concentrare l’attenzione anche e soprattutto su Michele Di Gregorio, diventato bersaglio di numerosi attacchi sui social network. La sconfitta contro il Como ha amplificato malumori già presenti, trasformando le critiche tecniche in una valanga di commenti personali. Una dinamica ormai ricorrente nel calcio moderno, dove l’esposizione digitale rende i giocatori particolarmente vulnerabili nei momenti di flessione. Per arginare il flusso di messaggi offensivi, il portiere ha scelto di disattivare i commenti sul proprio profilo Instagram. Un tentativo di schivare una pressione ormai costante che rischia di incidere ancora di più sull’equilibrio mentale di un giocatore già autore di errori pesantissimi. Il club, intanto, prova a fare quadrato e a proteggerlo senza tuttavia esentarlo dal prendersi le proprie responsabilità, come d’altronde è giusto che sia.

Nessun alibi

A prendere posizione è stato Luciano Spalletti, che ha scelto di proteggere pubblicamente il proprio numero uno. In conferenza stampa prima del match di ritorno con il Galatasaray ha allargato il discorso alla dimensione collettiva, invitando il portiere e il gruppo a blindarsi rispetto ai giudizi esterni: Bisogna sviluppare la capacità di accettare di essere disprezzati, per non dipendere dagli sguardi degli altri ed essere liberi. Smetti di chiederti cosa deve succedere e capisci ciò che vuoi che accada. Come gruppo non diamo in pasto a nessuno le critiche che vengono fatte. Tutte le critiche che si fanno a un giocatore, poi ognuno di noi si prende un po’ di responsabilità. Il famoso salvadanaio di spogliatoio dove ci si dividono le cose belle e brutte.” Parole che suonano come un manifesto di gestione dello spogliatoio. L’obiettivo è chiaro: evitare che un singolo diventi capro espiatorio e redistribuire il peso delle difficoltà, ma anche invitare all’esame di coscienza. Doveroso e fondamentale, se si gioca per la Juventus.