Un errore così, a questi livelli, lo paghi. Eccome se lo paghi. Josep Martinez ne ha commesso uno enorme nel posto peggiore possibile: il Bernabeu. Dopo appena 23 minuti, il portiere spagnolo dell’Inter ha controllato male il pallone, forse anche a causa del terreno umido e allentato, e poi ha commesso l’errore più grave: un incomprensibile tentativo di dribbling su Valverde a un passo dalla porta. L’uruguaiano ha ringraziato, recuperato il pallone e fatto rotolare in rete il 2-0 del Real Madrid.
La prestazione di Martinez
La papera di Martinez rappresenta un enorme punto nero su una prestazione che, per il resto, era stata quasi impeccabile. Un errore troppo grave per essere ignorato, certo, ma nemmeno sufficiente a cancellare tutto quello che il portiere ha fatto dopo. Perché se l’Inter non è affondata definitivamente al Bernabeu, gran parte del merito è proprio suo. Prima dell’intervallo Martinez ha compiuto una splendida parata a mano aperta su Bellingham, ripetendosi poi nel secondo tempo sull’inglese. A queste vanno aggiunti almeno un paio di interventi importanti su Mbappé. Parate che hanno tenuto in piedi l’Inter e che spiegano perché la sua prestazione non possa essere giudicata esclusivamente attraverso quella clamorosa ingenuità.
Il sostegno di Chivu
Bastano per riabilitarlo? No, non completamente. Anche all’esordio contro il Monza, nella gara poi vinta dall’Inter grazie a un grande secondo tempo, Martinez aveva mostrato qualche difficoltà: prima un certo affanno nella gestione del pallone, poi uno stop sbagliato dal quale era uscito fortunosamente vincendo il contrasto con Mangas. In quel caso, però, gli errori non avevano prodotto conseguenze. A Madrid sì. E per questo i riflettori si sono accesi tutti su di lui. Resta però la sensazione che Chivu sia un allenatore che guarda al quadro completo, non soltanto all’ultimo errore. Lo ha dimostrato anche nel post-partita, quando a Sky gli è stato chiesto proprio del portiere e il tecnico romeno ha spostato l’attenzione sulla sua reazione. “Ma perché dovete nominarlo? A me interessa come si reagisce e lui ha reagito alla grande, da grande portiere. Mi interessa quello, come si ritrova fiducia e si ha orgoglio. Quello mi interessa”.
Provedel può sperare nella titolarità?
Parole che sembrano indicare una direzione precisa. Il passaggio di consegne tra Martinez e Provedel non è affatto scontato e, anzi, oggi sarebbe una sorpresa vedere l’ex laziale tra i pali contro l’Udinese. Una scelta del genere verrebbe inevitabilmente letta come una bocciatura immediata per Martinez, scenario che Chivu sembra voler evitare. Questo non significa, però, che Provedel non possa conquistare spazio. Le gerarchie dell’Inter tra i pali non sembrano essere scolpite nella pietra: l’italiano è molto più di un semplice secondo e può ambire concretamente alla maglia da titolare. La papera di Madrid pesa, ma non ha ancora necessariamente cambiato le gerarchie.