Calcio

FIFA e UEFA sotto accusa: denuncia alla Corte Penale Internazionale

FIFA e UEFA affrontano una denuncia di 120 pagine presso la Corte Penale Internazionale. L'accusa è di complicità in crimini di guerra.
Ceferin
Ceferin (Getty Images)

Il mondo del calcio internazionale è scosso da un’azione legale senza precedenti che punta dritto ai vertici del potere sportivo globale. Una denuncia di ben 120 pagine è stata depositata presso la Corte Penale Internazionale (CPI) contro la FIFA, presieduta da Gianni Infantino, e l’UEFA, guidata da Aleksander Ceferin. Le due organizzazioni sono accusate di “complicità in crimini di guerra” e “crimini contro l’umanità nel territorio palestinese occupato”. La denuncia è stata presentata da una vasta coalizione che comprende organizzazioni come “Irish Sport for Palestine” ed “Euro-Med Human Rights Monitor”, oltre a club e calciatori palestinesi.

Il nodo dei club nelle colonie illegali

Al centro della controversia legale vi è l’inclusione, all’interno dei quadri FIFA e UEFA, di club calcistici israeliani con sede in insediamenti ritenuti illegali nei territori palestinesi occupati. Secondo i firmatari della denuncia, tali colonie sarebbero state costruite su terre sottratte al popolo palestinese. Il comunicato che accompagna l’azione legale sottolinea come le istituzioni del calcio mondiale ed europeo permettano a queste squadre di disputare partite su terreni sequestrati, fornendo al contempo “supporto finanziario e strutturale” a club che, in alcuni casi, hanno partecipato a competizioni ufficiali organizzate dall’UEFA.

Possibili conseguenze per i vertici del calcio

Al momento, né la FIFA né l’UEFA hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche in risposta alle pesanti accuse. Tuttavia, se la Corte Penale Internazionale decidesse di dare seguito alla denuncia, lo scenario potrebbe farsi critico per i singoli dirigenti. A differenza delle organizzazioni in quanto entità giuridiche, la CPI ha la giurisdizione per far comparire come imputati le persone fisiche ritenute responsabili delle azioni contestate. Questo significa che i leader delle federazioni potrebbero essere chiamati a rispondere personalmente del supporto fornito ai club situati nei territori contesi.