Calcio

Giraudo: “Proprietà Juve mi lasciò perplesso, ma la Corte di giustizia europea può riscrivere Calciopoli”

L'ex amministratore delegato della Juventus Antonio Giraudo ha parlato di Calciopoli in un'intervista concessa a 'La Stampa': le dichiarazioni
John Elkann
John Elkann

È cambiato il contesto in cui la storia può essere raccontata. A oggi tutti i processi ordinari si sono conclusi senza alcuna condanna. Ma c’è una novità che riguarda la giustizia sportiva: la recente sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea chiarisce un principio fondamentale, chi si vede inflitta una sanzione sportiva deve avere diritto a rivolgersi a un giudice in grado di valutarne la legittimità“. Così Antonio Giraudo, amministratore delegato della Juventus dal 1994 al 2006, dalle colonne de ‘La Stampa’ a proposito di ‘Calciopoli’. “Tutto ciò riscriverà la storia? Mi stupirei del contrario. Un giudice potrà annullare una pronuncia disciplinare ‘domestica’, se la si ritiene illegittima. Con Gianni e Umberto Agnelli non sarebbe mai successo nulla. Ci hanno seguiti, intercettati e spiati. Non si sarebbero mai permessi nemmeno di immaginare certe cose con Gianni e Umberto Agnelli. Sarebbe prevalso il codice di rispetto che vigeva nel capitalismo italiano“, ha spiegato poi.

Giraudo su Elkann

Il comportamento della società? Mi ha sempre lasciato perplesso. Ha chiesto il patteggiamento nel processo sui bilanci e i suoi dirigenti sono stati assolti. Ha accettato la Serie B senza neanche aver letto le intercettazioni. L’errore di valutazione fu enorme“, ha detto ancora l’ex dirigente bianconero. “Oggi ci sono le premesse per tornare a vincere. Finalmente John Elkann ha scelto bene. La proprietà è solida e presente, il management è adeguato, l’allenatore c’è e la squadra è buona. Ci sono gli ingredienti per una Juve vincente. Se mi manca il calcio? No. Ho avuto un mandato come manager e l’ho assolto, sia per la Juve che per il calcio italiano in generale. I tifosi però sì, loro mi mancano“, ha concluso Giraudo.