Calcio

Hazard e la nuova vita dopo il ritiro: “Mi sento più un tassista che un calciatore”

Appesi gli scarpini al chiodo, l’ex campione belga si dedica ora alla famiglia: “La vita passa velocemente, devi godertela”
Eden Hazard
Eden Hazard (Getty Images)

Ritiratosi da quasi tre anni, Eden Hazard ha iniziato una nuova vita dopo aver appeso gli scarpini al chiodo. Niente più allenamenti e partite, ma solo spazio alle passioni e alla famiglia: “Mi sento più un tassista che un calciatore”, ammette in una intervista al The Guardian. Una nuova routine quotidiana in compagnia della moglie e dei suoi cinque figli con i quali vive a Madrid. “La vita passa velocemente, devi godertela non solo nel calcio, ma in tutto”, commenta il belga.

Hazard e il rapporto con Mourinho

Il classe ’91 non dimentica però i bei tempi passati a incantare sul rettangolo verde, ma ci tiene a essere “ricordato come un buon giocatore e una persona divertente” più che una stella del pallone. Eppure, soprattutto durante la sua militanza nel Chelsea (2012-2019) era tra i migliori al mondo. Qui ha avuto modo di lavorare con lo Special One, José Mourinho. Tanti gli aneddoti che lo legano al portoghese ma lui ne racconta uno particolare: “Ricordo una volta, durante il primo anno in cui arrivò lo Special One, andai a Lille per vedere una partita e persi il passaporto al ritorno. Non mi permisero di tornare in Inghilterra e persi l’allenamento. Tornai verso le 14:00. Quando la sessione era finita e dovetti scusarmi con lui. Fu un momento davvero brutto per me. La settimana successiva mi ha tirato fuori dalla squadra e ha detto che era colpa mia, ma nel weekend ero di nuovo in campo e tutto andava bene”.

Il passaggio al Real Madrid e il capitolo Nazionale

Passato poi al Real Madrid, con i Blancos non è riuscito a esprimersi come con i Blues e nel 2023 ha deciso di dire basta a causa anche dei tanti infortuni che ne hanno condizionato il rendimento. Hazard ha definito “incredibile” la sensazione di far parte di un club storico e vincente come le Merengues. Dopo aver sottolineato le differenze tra Premier League e Liga, è passato al capitolo Nazionale, evidenziando il rammarico per non aver vinto nulla nonostante in quegli anni il Belgio avesse la squadra migliore di sempre e partisse spesso con i favori del pronostico alla vigilia di Mondiali ed Europei.

Il consiglio di Hazard ai ragazzi

Hazard si sente poi di dare un consiglio ai ragazzi: “Oggi adorano la PlayStation e YouTube. La mia regola numero uno sarebbe: andate a giocare per strada, giocate a calcio e divertitevi con gli amici. Magari niente scuola il venerdì: solo dal lunedì al giovedì, e poi si gioca a calcio per tutto il weekend”. Alla domanda sul compagno più sottovalutato non tradisce alcuna esitazione: “Ho sempre pensato che Mousa Dembélé fosse uno dei migliori centrocampisti di quella generazione. Non si parlava molto di lui perché non segnava gol, ma i tifosi della Premier League sanno che era un giocatore di altissimo livello”.