Mondiali 2026, la tripletta di Messi non dà pace a Luca Zidane: il figlio d’arte si affida a un mental coach
Dopo la sconfitta contro l’Argentina nella gara d’esordio ai Mondiali 2026, Luca Zidane ha deciso di affidarsi a un mental coach
Non si arresta il fitto programma di questi Mondiali 2026. Sul campo le varie Nazionali, alle prese con il secondo dei tre impegni previsti nei rispettivi gironi, sono agli snodi cruciali. Già dopo i prossimi 90 minuti, possono infatti arrivare verdetti definitivi. Ogni dettaglio può far dunque la differenza, in un senso o nell’altro. E per questo per le varie squadre sarà fondamentale trovare e mantenere la giusta concentrazione in campo in vista dei prossimi impegni. Compito che non sarà facile per il portiere dell’Algeria: Luca Zidane. Il figlio d’arte è infatti stato protagonista in negativo nella netta sconfitta (3-0) nella gara d’esordio contro l’Argentina.
Mondiali 2026, la scelta di Luca Zidane
Le critiche ricevute dopo la gara contro la Nazionale campione del Mondo non hanno lasciato indifferente Zidane. Da sempre il portiere algerino ha dovuto convivere con i pesanti paragoni con papa Zizou e, di conseguenza, giudizi estremamente severi. Luca Zidane ha deciso di affrontare con estrema trasparenza: ha infatti rivelato un aspetto non indifferente del lavoro personale svolto in questo periodo. Il classe ’98 ha infatti reso noto di essersi affidato a un mental coach, un figura che lavora per aiutarlo a mantenere equilibrio e concentrazione nei momenti delicati. Quella di Zidane è una scelta sempre più diffusa nel mondo del calcio, che ha sempre più a cuore non solo la salute fisica degli atleti ma anche, e soprattutto, quella mentale. L’obiettivo del lavoro non è solo quello di superare le critiche, ma riuscire a sviluppare la forza di rimane focalizzato sul momento presente, senza volgere lo sguardo al passato e lasciando fuori i giudizi esterni o ciò che un errore sul campo può provocare in un giocatore. L’obiettivo per Zidane è chiaro: lavorare su se stesso per la sua carriera e per la sua Algeria.