Mondiali 2026, Taremi e l’Iran: “Portiamo pace, la politica va separata dallo sport”
Si avvicina l’esordio dell’Iran ai Mondiali 2026. Tante polemiche si sono susseguite nei giorni scorsi riguardo alla presenza del paese a questa edizione del torneo, che si disputerà soprattutto negli Stati Uniti (oltre a Messico e Canada). Alla fine, con grande fatica, i giocatori iraniani sono riusciti a ottenere il visto e il 16 giugno alle 3 di notte (ora italiana) giocheranno in suolo americano, a Los Angeles, contro la Nuova Zelanda (prima giornata del girone G).
Iran, Taremi: “Non sento una bella atmosfera”
“Se devo parlare esclusivamente del lato fisico e mentale, posso dire che mi sento bene: io e tutti i compagni, per quanto possibile, siamo molto concentrati in vista del torneo. Quando entriamo in campo e ci alleniamo, facciamo tutto normalmente. Insomma, restiamo focalizzati sul calcio”, a parlare è il centravanti della nazionale dell’Iran Mehdi Taremi, intervistato da La Gazzetta dello Sport. La sua squadra ha avuto più di un problema prima dell’inizio della competizione: “Si dice sempre che, una volta sceso dall’aereo ed entrato nel paese ospitante, si dovrebbe percepire un’atmosfera di cordialità e unità. Forse è solo una mia impressione, ma in questo momento non la sento”.
Ancora Taremi: “Siamo qui per portare pace”
Al centro c’è ovviamente la questione geopolitica tra Stati Uniti e Iran che ormai tiene banco da mesi: “È ovvio che ci sia molta tensione, ma penso che sport e politica dovrebbero essere sempre separati. Lo sport ha a che fare con il rispetto, la pace, l’unione. La Coppa del Mondo ha un pubblico di non so quanti miliardi di persone e può promuovere questi sentimenti, può spingere un mondo libero dai conflitti, non solo per l’Iran ma per tutti. Aggiungo solo che qualsiasi Paese che accetti di ospitare un Mondiale deve seguire i regolamenti della Fifa e adempiere alle proprie responsabilità come nazione ospitante. Vogliamo trasmettere un messaggio di pace attraverso il nostro gioco e la nostra cultura, che è molto ricca”, ha concluso Taremi.