Mondiali

Croazia, esperienza e orgoglio: la generazione resiste

L'analisi della Croazia, la certezza del Mondiale che ogni anno si presenta come una sorpresa
Croazia, Calcio
Croazia, Calcio

L’avvicinamento al Mondiale del 2026 prosegue spedito. Il nostro viaggio alla scoperta delle Nazionali che prenderanno parte alla competizione più attesa degli ultimi anni oggi ci porta a entrare nel mondo della Croazia, quella selezione che nel 2018 si guadagnò la medaglia d’argento e che da anni a questa parte indossa le vesti di big della Coppa del Mondo.

Il momento della squadra

La Croazia si è conquistata l’accesso diretto al Mondiale in Stati Uniti, Messico e Canada vincendo il proprio girone (L) con una giornata d’anticipo. Il successo per 3-1 contro le Isole Faroe ha consolidato la qualificazione della Nazionale allenata da Zlatko Dalic, piazzatasi davanti a Repubblica Ceca, le stesse Isole Faroe arrivate terze nel girone, a Montenegro e Gibilterra. L’ottimo rendimento della Nazionale croata ha trovato continuità anche nella fase di avvicinamento alla competizione. Nonostante, il 3-1 contro il Brasile, la Croazia è riuscita ad avere la meglio contro l’Ecuador nell’ultimo incontro amichevole. Nello spogliatoio si respira un’aria di rinnovamento. Tra la conferma di alcuni giocatori simbolo del club e l’aggiunta in rosa dei nuovi emergenti.

Il commissario tecnico e le idee di gioco

Zlatko Dalic è il commissario tecnico della Croazia dal 2017. Nei nove anni alla guida della propria Nazionale ha portato avanti un percorso di crescita che è passato anche per delle idee tattiche consone al contesto e ai calciatori che ha avuto a disposizione. Sfruttando la qualità dei suoi centrocampisti, Dalic propone un gioco di costruzione rapida che nel suo 4-3-3 parte dal centro, per arrivare sull’esterno. Qui la spinta delle ali e dei terzini è importante per arrivare puntuali al cross e premiare l’inserimento di attaccanti e mezzali, spesso quest’ultime caratterizzate da fisicità e senso del gol. Per giocare un calcio del genere, fondamentale è stato l’apporto negli anni di riferimenti come Modric, Rakitic, Pasalic, Perisic e Brozovic. Giocatori che incarnavano l’essenza del gioco proposto dal proprio commissario tecnico. La fase difensiva è coerente con quella offensiva. Dalic chiede ai suoi uomini aggressività sul portatore di palla e tentativo di recupero del possesso in zone avanzate del campo per lanciarsi verso l’area avversaria.

I giocatori chiave

Alcuni dei nomi chiave della Croazia di Dalic sono già stati citati nell’analisi tattica. Sono gli stessi che da anni si sono presi la briga di diventare punti di riferimento in campo e nello spogliatoio. Modric è il capitano e giocatore più esperto e talentuoso della rosa. La stella di una Nazionale che ha condotto a suon di giocate, gol e assist incredibili. Perisic è il giocatore che garantisce equilibrio nelle due fasi. La sua spinta e le sue corse all’indietro lo rendono l’esterno tipo per il gioco di Dalic. Non mancano, però, i volti nuovi. Tra questi la potenziale sorpresa del Mondiale potrebbe essere, in casa croata, quel Sucic che abbiamo imparato ad apprezzare con la maglia dell’Inter o quel Baturina che tanto ci ha fatto divertire con la maglia del Como. Alle spalle di Modric o nel ruolo di mezzala può dire la sua e prendersi la scena.

Punti di forza e debolezze

Il centrocampo è il punto di forza della Croazia. Nell’ultimo decennio ha fatto la differenza portando la Nazionale croata a diventare una delle più temute al mondo. Le qualità di palleggio che giocatori come Modric, e prima anche Rakitic, sono state un marchio di fabbrica della squadra di Dalic. La caratteristica principale che ne ha sempre contraddistinto l’identità tattica. A suscitare alcune perplessità è quello stesso percorso di ringiovanimento che, se da una parte rasserena in vista del futuro, nel Mondiale di questa estate potrebbe avere delle conseguenze nell’applicabilità dei concetti tattici costruiti nel tempo da Dalic.

Probabile formazione

CROAZIA (4-3-3) – Livakovic; Stanisic, Sutalo, Gvardiol, Sosa; Kovacic, Modric, Baturina; Majer, Perišić, Matanovic. All.: Dalic

La storia ai Mondiali

La prima partecipazione della Croazia alla Coppa del Mondo FIFA è data 1998. In Francia la Nazionale croata non perse tempo e mise subito in chiaro le proprie ambizioni, classificandosi terza. Una sorpresa che con il tempo è diventata certezza, arrivando vent’anni dopo a disputare la finale del Mondiale in Russia proprio contro la Nazionale francese. Un match a senso unico in favore degli uomini di Deschamps, ma che confermo la crescita di un calcio che, fino a quel momento, si era dovuto confrontare con situazioni geopolitiche lontane dal mondo sportivo. Nel 2022, durante l’ultima Coppa del Mondo, in Qatar la Croazia è stata nuovamente garanzia di ottimi risultati. Stracciando ogni pronostico spingendosi a un altro terzo posto.

Obiettivo Mondiale 2026

L’obiettivo nel Mondiale del 2026 lo dichiara, quindi, la storia. La Croazia sta cambiando, si sta rinnovando, sta sfornando nuovi campioni emergenti, ma non ha modificato le proprie ambizioni. La semifinale della Coppa del Mondo resta un traguardo raggiungibile per una squadra che non sottostà più ai pronostici. Nel girone L del Mondiale se la vedrà contro Inghilterra, Ghana e Panama, giocandosi con gli inglesi quel primo posto che, ignorando ogni previsione, è alla sua portata.