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Mondiali 2026, la denuncia di Taremi: “C’è molta tensione!”

Taremi, attaccante dell'Iran, ha parlato del clima di tensione che caratterizza questa edizione dei Mondiali
Mehdi Taremi, Iran (Getty Images)
Mehdi Taremi, Iran (Getty Images)

I Mondiali dell’Iran non saranno all’insegna dello sport e della serenità. Questo ormai si è capito dagli eventi che stanno anticipando l’esordio della Nazionale di Amir Ghalenoei nella competizione. Sono già stati molti i motivi di scontro con l’amministrazione americana che hanno origine dalla guerra scoppiata tra i due Paesi, dopo l’attacco congiunto dello scorso febbraio.

Le vicende tra Iran e Stati Uniti

La prima delle vicende che hanno scatenato la polemica della FFIRI ha origine fin dalla volontà della Federazione iraniana di non prender parte al torneo, ritrattata poi con la scelta di giocare solo a condizioni che, però, non son state accettate dalla FIFA e che hanno creato i primi momenti di tensione. A questa son seguiti, solo nell’arco degli ultimi giorni, il divieto di Trump all’Iran si restare per più di 24 ore nel Paese, i visti non concessi a 15 membri della Federcalcio e per ultimo la decisione di non concedere i biglietti per i tifosi iraniani per le partite della squadra. Imposizioni che hanno spinto la FFIRI a rivolgersi alla FIFA nella speranza che questa potesse tendergli una mano, ma senza successo.

La denuncia di Taremi

A lamentare un clima decisamente difficile e ben distante da quello che dovrebbe caratterizzare una competizione come il Mondiale di calcio, è stato anche Medhi Taremi. L’ex attaccante dell’Inter, oggi in forza all’Olympiakos ha detto: “Ho partecipato a tre Mondiali e si dice sempre che, una volta scesi dall’aereo e arrivati nel Paese ospitante, si respira un’atmosfera unica di cordialità e cosmopolitismo. Purtroppo, al momento non la percepisco“. Taremi è poi entrato nel merito della tensione che si respira a poche ore dall’inizio del Mondiale: “C’è molta tensione in questo Mondiale. Si avverte nell’atmosfera e, sfortunatamente, è a causa di azioni come il rifiuto dei visti. Forse è solo una mia impressione personale“.