Norvegia, il talento di Haaland: potenza e ambizione
C’è un momento preciso in cui la Norvegia ha smesso di essere una promessa e ha cominciato a essere una certezza. È il 16 novembre 2025, a Milano: la nazionale scandinava piega l’Italia 4-1 a San Siro con una doppietta di Erling Haaland e chiude le qualificazioni europee con un percorso da manuale. Otto partite, otto vittorie, ventiquattro punti. Perfetto. Il Mondiale 2026 aspettava la Norvegia da quasi trent’anni. Ora è arrivato il momento di raccogliere i frutti.
Il momento della squadra
La Norvegia ha dominato in modo assoluto il Gruppo I delle qualificazioni UEFA, completando il percorso con un record perfetto: 8 vittorie su 8 partite disputate, collezionando 24 punti. Un cammino che ha lasciato senza parole anche gli avversari più scettici. Il clima interno è di fiducia alta, quasi euforica: si percepisce che questa non è una generazione che va al Mondiale per partecipare.
Il commissario tecnico e le idee di gioco
L’allenatore della Norvegia è Ståle Solbakken, in carica dal dicembre 2020. Ex centrocampista della nazionale norvegese, con cui ha disputato i Mondiali 1998 e gli Europei 2000, Solbakken ha costruito la sua reputazione da tecnico soprattutto sulla panchina del Copenaghen, club con cui ha vinto numerosi titoli nazionali e centrato storiche qualificazioni in Champions League. Il suo modulo base è il 4-3-3, con una filosofia che unisce solidità difensiva e verticalità offensiva immediata. Il punto di forza tattico è la velocità di transizione: quando recupera palla, la Norvegia attacca in pochi secondi, sfruttando la fisicità e la profondità dei suoi elementi offensivi.
I giocatori chiave
Erling Haaland è il leader assoluto, la stella attorno a cui ruota tutto. Il bomber del Manchester City è attualmente il calciatore con il valore di mercato più alto al mondo. Nel corso delle qualificazioni ai Mondiali 2026 ha letteralmente trascinato la squadra segnando 16 reti in sole 8 partite, una media realizzativa spaventosa che lo ha eletto capocannoniere assoluto della zona europea. L’uomo chiave che dà equilibrio alla squadra è il capitano Martin Ødegaard (Arsenal): formidabile assistman e cervello del centrocampo. La possibile sorpresa è Oscar Bobb (Fulham): esterno duttile, imprevedibile, capace di accendersi nei momenti che contano e di creare problemi con le sue accelerazioni.
Punti di forza e debolezze
La Norvegia porta al Mondiale tre vantaggi strutturali: la potenza offensiva (Haaland più Sørloth è un tandem da far paura), la fisicità e l’intensità su tutto il campo e la compattezza del gruppo, forgiata in anni di qualificazioni combattute insieme. Le criticità esistono: la nazionale scandinava non ha mai disputato un grande torneo con questo gruppo e, inoltre, la dipendenza da Haaland è evidente.
Probabile formazione
NORVEGIA (4-3-3): Nyland; Ryerson, Ajer, Østigård, Møller Wolfe; Ødegaard, Berg, Berge; Bobb, Haaland, Nusa. CT: Solbakken.
La storia ai Mondiali
La Norvegia conta tre partecipazioni alle fasi finali del campionato del mondo (1938, 1994, 1998), dove il miglior risultato sono due ottavi di finale raggiunti nel 1938 e nel 1998. Il momento iconico per eccellenza appartiene a Francia ’98: il 23 giugno 1998, a Marsiglia, i norvegesi battono il Brasile campione del mondo 2-1 nella fase a gironi, in quella che resta la partita più memorabile della loro storia. Dopodiché, quasi trent’anni di assenza dalla scena mondiale. Fino ad oggi.
Obiettivo Mondiale 2026
La Norvegia è stata inserita nel Gruppo I, in cui dovrà vedersela contro la Francia, il Senegal e l’Iraq. L’obiettivo realistico è superare il girone, potenzialmente come seconda dietro la Francia, e poi sfruttare il tabellone per spingersi agli ottavi o ai quarti. Molti addetti ai lavori considerano la Norvegia come la possibile principale mina vagante dell’intero torneo. Con Haaland in forma, nulla è impossibile.