Mondiali

Scozia, ritorno atteso: cuore e intensità britannica

Gli scozzesi tornano sul palcoscenico mondiale dopo ventotto anni di assenza. Una generazione nuova, con McTominay e Robertson in testa, pronta a riscrivere la storia
Scott McTominay (Photo by Molly Darlington/Getty Images)

Ventotto anni di attesa. La Scozia arriva al Mondiale in Canada, Messico e Stati Uniti con una generazione diversa da tutte le precedenti: più esperta, più internazionale, più consapevole. E con la sensazione, finalmente concreta, che stavolta qualcosa possa cambiare: è una di quelle nazionali che al Mondiale si presenta con il peso della storia e la leggerezza di chi non ha nulla da perdere. 

Il momento della squadra

La Scozia si è qualificata al Mondiale battendo 4-2 la Danimarca nell’ultima giornata del girone, in uno scontro diretto decisivo davanti a un Hampden Park gremito. Una vittoria spettacolare, costruita in casa, che ha chiuso la pratica nel modo più bello possibile. Nel girone ha chiuso prima con 13 punti, lasciando indietro la Danimarca a quota 11. Gli uomini di Steve Clarke si avvicinano all’appuntamento iridato forti di cinque vittorie nelle ultime sette gare e di una solidità casalinga che ha trascinato il gruppo nelle qualificazioni. Il clima interno è di grande entusiasmo, temperato dalla consapevolezza che il salto di qualità definitivo debba ancora essere dimostrato sul palcoscenico che conta. 

Il commissario tecnico e le idee di gioco

Steve Clarke guida la Scozia dal 2019 e ha costruito il progetto con pazienza e continuità, portando la nazionale prima agli Europei del 2020 e del 2024, ora al Mondiale. Il suo modulo base è il 4-2-3-1, con variazioni sul 4-4-2 a seconda dell’avversario. La filosofia è chiara: compattezza difensiva, pressing alto a tratti, ripartenze veloci e dominio fisico nelle seconde palle. Clarke non cerca il possesso fine a sé stesso ma il controllo dei ritmi, con il centrocampo come perno dell’equilibrio tattico. Un pragmatismo tipicamente britannico che in qualificazione ha funzionato alla perfezione.

I giocatori chiave

Il giocatore più rappresentativo è Scott McTominay: gol, dinamismo e leadership, è lui il punto di riferimento tecnico ed emotivo del gruppo. Andy Robertson è l’uomo dell’equilibrio. Capitano della nazionale, presidia la fascia sinistra con una continuità rara e trascina il gruppo anche fuori dal campo. Leader consolidato dello spogliatoio insieme a McGinn e Tierney. La possibile sorpresa è Lennon Miller, classe 2006. Centrocampista di grande personalità, ha superato i recenti problemi fisici ed è stabilmente nel giro della nazionale. Potrebbe essere la rivelazione del torneo per la Scozia.

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Punti di forza e debolezze

La Scozia ha tre punti di forza evidenti: un’identità di gioco solida e riconoscibile costruita in anni di lavoro, un centrocampo di qualità assoluta con giocatori come Ferguson (Bologna), Gilmour e McTominay (Napoli), McGinn (Aston Villa) che militano nei migliori campionati europei, e una compattezza difensiva che raramente si sfalda. Le criticità riguardano la dipendenza da McTominay nella fase realizzativa e una certa mancanza di esperienza nei momenti ad alta pressione. La Scozia non ha mai superato un girone mondiale, e il salto mentale oltre quel confine storico resta il vero banco di prova.

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Probabile formazione

SCOZIA (4-2-3-1): Gunn; Ralston, Souttar, Hanley, Robertson; Ferguson, Gilmour; McGinn, McTominay, Christie; Adams. All. Clarke.

La storia ai Mondiali

Il miglior piazzamento della Scozia resta la fase a gironi, dall’esordio del 1954 all’ultima presenza del 1998. Una storia di eliminazioni spesso per un soffio, quasi sempre per differenza reti, che ha alimentato la leggenda amara del Tartan Army. Il 1978 in Argentina rimane il momento più iconico e maledetto: la vittoria sull’Olanda non bastò per il passaggio del turno.

Obiettivo Mondiale 2026

L’obiettivo realistico è superare la fase a gironi per la prima volta nella storia. La Scozia è nel girone C con Brasile, Marocco e Haiti. La qualità del centrocampo e l’esperienza internazionale della rosa rendono questo traguardo alla portata, a patto di trovare continuità davanti e di non pagare dazio nei momenti decisivi. Superare il girone significherebbe già riscrivere tutto.