Mondiali 2026, l’Iran attacca gli Stati Uniti: “Bugie e disinformazione, vogliono penalizzarci”
Sul campo l’Iran ha fermato il Belgio, trovando il secondo pareggio dei suoi Mondiali 2026. La squadra asiatica può davvero sognare ora di andare avanti nel torneo, ma intanto continuano i botta e risposta con gli Stati Uniti, che stanno riservando a Taremi e compagni un trattamento abbastanza duro, costringendo la squadra a scomodi ritmi serrati. Di questo aveva parlato proprio Taremi, definendo l’organizzazione della FIFA «un disastro». Di questo aveva parlato anche il CT e non solo, ma di questo parla ora anche la Federazione iraniana.
Il comunicato
Che la presenza dell’Iran ai Mondiali 2026 avrebbe potuto avere anche un valore politico era prevedibile. E di giornata in giornata la situazione si sta facendo sempre più tesa, con l’ultimo tassello che è stato aggiunto da un duro comunicato della Federazione iraniana: «La Federazione calcistica della Repubblica Islamica dell’Iran condanna fermamente le dichiarazioni rilasciate da Markwayne Mullin, Segretario alla Sicurezza Interna degli Stati Uniti, riguardo al presidente della Federazione calcistica iraniana e ai membri della delegazione ufficiale della nazionale, e le considera una serie di ‘accuse false, inventate e del tutto prive di fondamento’. L’affermazione secondo cui ieri un rappresentante ufficiale della Federazione calcistica iraniana avrebbe tentato di imbarcarsi su un volo diretto negli Stati Uniti e gli sarebbe stato impedito è una menzogna palese e innegabile. Tale affermazione è talmente infondata che chi l’ha avanzata è ben consapevole che un simile episodio non si è mai verificato».
E ancora: «È deplorevole che un alto funzionario statunitense abbia fatto ricorso alla diffusione di dichiarazioni false e disinformazione al fine di giustificare le restrizioni imposte ai membri della delegazione della nazionale iraniana. Quando viene avanzata un’accusa ‘specifica, verificabile e mirata a una singola persona’ e tale accusa risulta fondamentalmente falsa, ciò mette naturalmente in discussione anche la credibilità delle altre accuse. La Federazione calcistica della Repubblica islamica dell’Iran respinge inoltre con fermezza le affermazioni relative alle ragioni del rifiuto dei visti a una serie di membri chiave dello staff amministrativo, esecutivo, mediatico e di supporto della delegazione ufficiale della nazionale. Le dichiarazioni rese dal funzionario statunitense non solo sono del tutto prive di qualsiasi prova o documentazione a sostegno, ma rappresentano anche un chiaro tentativo di nascondere comportamenti discriminatori e restrizioni irragionevoli imposte alla delegazione della nazionale iraniana. Sottolineiamo inoltre che i membri della delegazione della nazionale non hanno alcun interesse personale né alcuna motivazione a recarsi negli Stati Uniti d’America, paese che viola la legge, e che tutte le iniziative relative ai visti sono state intraprese esclusivamente allo scopo di accompagnare la nazionale iraniana e adempiere ai propri doveri nell’ambito della Coppa del Mondo Fifa. Qualsiasi tentativo di attribuire intenzioni diverse dall’adempimento delle loro responsabilità professionali e ufficiali è infondato e privo di qualsiasi base o prova credibile. Non è la prima volta che il calcio iraniano cade vittima di approcci politici; tuttavia, si tratta certamente di uno dei rari casi in cui una figura ufficiale del governo abbia avanzato accuse che risultano così facilmente dimostrabili come false agli occhi dell’opinione pubblica mondiale».