Caos Gabon: il Ministro caccia Aubameyang in diretta TV, poi cancella tutto – VIDEO
L’eliminazione del Gabon dalla fase a gironi della Coppa d’Africa 2025 ha scatenato un vero e proprio terremoto politico che ha raggiunto i vertici del governo. Dopo la terza sconfitta consecutiva, un pesantissimo 2-3 contro la Costa d’Avorio, il Ministro dello Sport ad interim, Simplice-Désiré Mamboula, è apparso sulla televisione nazionale per annunciare misure drastiche. In un discorso durissimo, il Ministro ha definito “vergognosa” la prestazione delle “Pantere”, proclamando lo scioglimento immediato dello staff tecnico, la sospensione della nazionale e, soprattutto, l’esclusione definitiva dei leader del gruppo: Pierre-Emerick Aubameyang e Bruno Ecuele Manga. Tuttavia, in un giallo istituzionale ancora da chiarire, il video della dichiarazione è stato rimosso poche ore dopo dai canali ufficiali del ministero.
La replica di Aubameyang e le accuse del Presidente
La tensione era già altissima dopo la precedente sconfitta contro il Mozambico, che aveva spinto il presidente della transizione, Brice Clotaire Oligui Nguema, a denunciare apertamente la mancanza di metodo e l’erosione dello spirito patriottico all’interno della gestione sportiva.
Aubameyang, che era già rientrato a Marsiglia prima del termine del torneo a causa di un duro scontro tra l’Olympique e la federazione gabonese, non è rimasto a guardare. Attraverso i suoi canali social, l’attaccante ha risposto alle critiche sottolineando che i problemi del calcio gabonese sono “molto più profondi” della sua singola figura, puntando il dito contro una gestione strutturale fallimentare.
Un futuro incerto per le Pantere
Il dietrofront digitale del Ministro Mamboula, con la rimozione dei video ufficiali, suggerisce un possibile ripensamento o una crisi interna al governo su come gestire l’impatto di tali decisioni. Resta il fatto che il calcio gabonese si trova ora in un limbo: con la nazionale virtualmente sospesa e i suoi giocatori più rappresentativi in aperto conflitto con le autorità, il percorso di ricostruzione appare lungo e tortuoso. La gestione delle risorse e la mancanza di una visione tecnica coerente sembrano essere i veri nodi da sciogliere, ben oltre i nomi altisonanti dei singoli calciatori.