Italia, Gravina si è dimesso dalla FIGC: cosa succede ora?
Gabriele Gravina ha presentato le dimissioni da Presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Il numero uno del calcio italiano questa volta non è riuscito a resistere alle pressioni esterne e interne sulla sua figura. Il secondo Mondiale mancato della sua gestione è stato decisivo per il suo futuro. Nella riunione federale in programma alle 14.30 di oggi presso la sede di Via Allegri, Gravina ha comunicato ai presenti (Simonelli, Bedin, Marani, Abete, Calcagno e Ulivieri) la decisione di lasciare il ruolo di presidente della Federcalcio italiana. A un anno di distanza dalla sua terza conferma, con una vittoria schiacciante del 98%, in virtù di unico candidato al ruolo di Presidente federale, Gravina è costretto a fare un passo indietro per l’ennesimo fallimento sportivo della propria gestione. Dopo due Mondiali mancati, un Europeo vinto nel 2021, ma uno clamorosamente perso nel 2024, si conclude un ciclo iniziato nel 2018 e che ha costretto il calcio italiano a guardarsi allo specchio e a fare riflessioni serie e concrete sulla propria dimensione e sul proprio futuro.
Il comunicato sulle dimissioni di Gravina
“Si è svolto oggi presso la sede della Figc a Roma l’incontro tra il presidente Gabriele Gravina e i presidenti delle componenti federali. A inizio lavori, Gravina ha informato i massimi rappresentanti della Lega Calcio Serie A Ezio Maria Simonelli, della Lega B Paolo Bedin, della Lega Pro Matteo Marani, della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, dell’Associazione Italiana Calciatori Umberto Calcagno e dell’Associazione Italiana Allenatori di Calcio Renzo Ulivieri, di aver rassegnato le dimissioni dall’incarico affidatogli nel febbraio 2025 e di aver provveduto ad indire l’Assemblea Straordinaria Elettiva della Figc per il prossimo 22 giugno a Roma. La data è stata individuata nel pieno rispetto dello Statuto federale e per garantire alla nuova governance l’espletamento della procedura d’iscrizione ai prossimi campionati professionistici. Durante la riunione, inoltre, Gravina ha ringraziato le componenti per aver rinnovato, in forma pubblica e privata, la vicinanza e il sostegno alla sua persona e ha informato i presidenti di essersi reso volentieri disponibile ad intervenire in audizione il prossimo 8 aprile (ore 11) in VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati per relazionare sullo stato di salute del calcio italiano”.
“Sarà in quella sede che il presidente Gravina esporrà nella maniera più compiuta ed esaustiva possibile una relazione sui punti di forza e di debolezza del movimento, toccando anche alcuni dei temi già affrontati nella conferenza stampa svoltasi dopo la gara della Nazionale giocata a Zenica lo scorso martedì 31 marzo. A tal proposito, Gravina si è detto rammaricato per l’interpretazione delle sue parole sulla differenza tra sport dilettantistici e professionistici, che non volevano assolutamente essere offensive nei confronti di alcuna disciplina sportiva, bensi erano un riferimento alle differenti normative e regolamentazioni interne (ad esempio, la presenza nella governance di alcune Federazioni di Leghe con le relative autonomie) ed esterne (con espresso riferimento alla natura societaria dei Club professionistici calcistici che devono sottostare a una legislazione nazionale e internazionale diversa dai Club dilettantistici)“.
Le nuove elezioni
La Federazione Italiana Giuco Calcio ha dichiarato che le nuove elezioni per eleggere il presidente della FIGC avverranno in data 22 giugno a Roma. Le componenti del consiglio federale ora avranno il compito di stabilire nuove allenta in supporto di un candidato. Tra i nomi emersi negli scorsi giorni ci sono quelli di Giovanni Malagò, ex presidente del CONI e particolarmente gradito ad alcune società di Serie A, ma anche quello di Adriano Galliani che, quando era dirigente del Milan, vestì i panni di Presidente della Lega di Serie A. Non sono da escludere anche ex calciatori. Paolo Maldini è particolarmente apprezzato, ma attenzione al ritorno di un Roberto Baggio e quel suo progetto da 900 pagine che nella situazione attuale potrebbe far comodo al calcio italiano.