Italia, scontro tra FIGC e CONI per Bianchedi: che cosa sta succedendo?
È scoppiato un caso diplomatico nello sport italiano dopo la nomina di Diana Bianchedi come nuovo capo delegazione della FIGC. Annunciata nelle scorse ore da Giovanni Malagò, la sua posizione è stata motivo di discussione tra la Federcalcio e il CONI. La Bianchedi, infatti, ricopre già due ruoli di assoluta rilevanza all’interno del Comitato Olimpico dove è vicepresidente vicaria e componente della Giunta nazionale. Le perplessità che sono state presentate nelle scorse ore riguardano la compatibilità del doppio ruolo nella FIGC e nel CONI. Al punto che quest’ultimo ha annunciato in un comunicato ufficiale di aver avviato delle valutazioni formali su un possibile conflitto di interesse: “ai sensi dello Statuto e delle Leggi vigenti, sono stati prontamente attivati gli uffici preposti e gli organismi competenti al fine di valutare eventuali profili di opportunità, inconferibilità e incompatibilità, a tutela della Giunta Nazionale“.
Il ruolo della Bianchedi sarebbe solo di rappresentanza
Fronte FIGC si smentisce ogni tipo di incompatibilità. Da Via Allegri, infatti, fanno sapere che il ruolo della Bianchedi sarà solo “di rappresentanza”. Il capo delegazione, in effetti, non ha mai partecipato alle riunioni decisionali all’interno della Federazione e non ha mai presenziato ai consigli federali. Questo secondo la Federcalcio italiana sarebbe sufficiente per permettere alla Bianchedi di mantenere entrambe le cariche. Nonostante il proprio ruolo nel calcio italiano, infatti, non avrebbe alcun diritto a rappresentarlo in sede di riunioni del Comitato Olimpico.
Il CONI si appella al proprio Statuto
Un cavillo legale al quale si è appellato e si appellerà Malagò ma che potrebbe scontrarsi con l’l’articolo 7 comma 4 dello Statuto CONI, punto di forza del Comitato Olimpico, che sottolinea: “I componenti della Giunta Nazionale qualora vengano a trovarsi in situazione di permanente conflitto di interessi, sono considerati incompatibili con la carica che rivestono, e debbono essere dichiarati decaduti. Nel caso il conflitto d’interessi sia limitato a singole deliberazioni o atti, il soggetto interessato deve astenersi dal prendere parte alle une o agli altri“. L’astensione è la strada sulla quale il CONI vuole spingere Diana Bianchedi. Quest’ultima, come scritto nello Statuto, sarebbe chiamata a fare una scelta: mantenere le proprie cariche o rinunciarvisi per diventare capo delegazione della FIGC.