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L’ultimo tango di Messi: due assist e un gol nella gara di addio all’Argentina – VIDEO

Al Monumental di Buenos Aires la Pulce saluta la Selección dopo oltre vent'anni: decisivo in tutte e tre le reti, poi le lacrime
L'emozione di Leo Messi (GettyImages)

La storia di Lionel Messi con la nazionale argentina si è chiusa come meritava: con una vittoria, un gol e una notte di emozioni. Nell’amichevole d’addio contro il Benin, disputata davanti a oltre 80mila spettatori al Monumental di Buenos Aires, l’Albiceleste si è imposta 3-0 e il suo numero 10, 39 anni, è stato ancora una volta il protagonista assoluto.

Tre gol, tutti firmati Messi

Dopo un primo tempo bloccato, la partita si è accesa nella ripresa, con la Pulce coinvolta in tutte e tre le reti. Al 48′ il suo cross ha trovato la testa di Nicolás Otamendi, anche lui all’ultima partita con la Selección. Al 61′ un altro assist, ancora per un colpo di testa, questa volta di Nico Paz, il talento del Como indicato da molti come il suo erede. Al 71′, infine, il gol personale su calcio di rigore, per chiudere i conti e la sua avventura in nazionale.

L’omaggio dello stadio

La Federcalcio argentina aveva trasformato la gara in un vero evento nazionale, ribattezzato “l’ultimo tango”. Gli oltre 85mila biglietti erano andati esauriti in appena 90 minuti, e alcuni posti, venduti inizialmente tra i 60 e i 300 dollari, sono finiti sui siti di rivendita a più di 2.500 dollari. Al decimo minuto, in onore della sua maglia, il gioco si è fermato: dagli spalti è partito un lungo applauso mentre i fuochi d’artificio illuminavano la notte di Buenos Aires. Sugli spalti anche i campioni del mondo del 1978, del 1986 e del 2022, tornati per salutarlo. Tra i più emozionati in campo, il ct Lionel Scaloni ed Enzo Fernández.

Le parole di Messi

Al termine della partita, Messi ha ripercorso i sogni realizzati con la maglia dell’Argentina e ha rivolto un pensiero al padre, scomparso quest’estate. “È stato un grandissimo orgoglio per me difendere questa maglia per oltre 20 anni“, ha detto. “Non ho altro che ringraziamenti. Non tornare più sarà un grande dolore“. Poi il ringraziamento ai compagni, “Sono orgoglioso di essere argentino“, e il saluto finale ai tifosi: da oggi, ha promesso, sarà lui a tifare per la Selección.