Nazionale, Donnarumma su premi per la qualificazione: “Mai chiesto niente alla Federazione”
A una settimana dalla dolorosa sconfitta ai rigori contro la Bosnia, che è costata all’Italia la terza qualificazione consecutiva al Mondiale, il calcio italiano prova a rialzarsi tra scosse e cambiamenti. Sono già arrivati segnali forti: dall’addio di Gabriele Gravina alla guida della FIGC, fino alle dimissioni di Gianluigi Buffon e Gennaro Gattuso.
Lo sfogo post eliminazione
Dopo lo sfogo a caldo sui social, Gianluigi Donnarumma è tornato a parlare in un’intervista a Sky Sport, raccontando tutta la difficoltà di quei giorni: il dolore per un obiettivo sfumato, la fatica ad accettare l’eliminazione e la delusione condivisa con tutto il Paese. Il capitano azzurro ha però invitato a guardare avanti, ricordando che il percorso non si esaurisce qui: prima del prossimo Mondiale ci saranno competizioni importanti come l’Europeo e la Nations League, tappe fondamentali per ricostruire.
Le polemiche dei premi in caso di qualificazione
Donnarumma ha poi voluto chiarire anche alcune polemiche legate ai premi, sottolineando come nessun giocatore abbia mai avanzato richieste economiche: per il gruppo, il vero “premio” era rappresentato proprio dalla qualificazione al Mondiale, purtroppo mancata: “Io da capitano non sono mai andato a chiedere un euro alla Nazionale italiana. Quello che fa la Nazionale, come sempre in tutte le competizioni, è un regalo a tutti i giocatori che si qualificano ad un torneo. Solo questo. Ma nessuno ha chiesto niente alla Federazione. Il nostro regalo era andare al Mondiale e purtroppo non c’è stato. Nessuno ha chiesto premi. Solo un regalo che la Nazionale fa quando ci si qualifica o quando si vince un trofeo.”
Le lacrime e il legame con Buffon
Visibilmente commosso, il portiere ha parlato anche del senso di responsabilità che sente sulle spalle e del legame con figure chiave come Buffon, l’allenatore e la dirigenza: “Ho avuto un rapporto stupendo con Gigi (Buffon), con il mister, con il presidente. Normale che ti senti responsabile per tutto quello che sta succedendo ora, fa male. Bisogna andare avanti. (Inizia a piangere, ndr). Io li ringrazio, hanno dato una mano importante. In questi anni, oltre alle delusioni abbiamo fatto cose importanti. Dall’Europeo vinto, alle vittorie consecutive. Non è tutto da buttare, ora bisogna reagire. È dura, ma serve la forza e la consapevolezza che l’Italia tornerà grande“.