Calcio

Rivaldo: il Pallone d’Oro tra gloria e nuova vita 

Rivaldo e la carriera tra Brasile, Spagna e Italia. Il Pallone d'Oro e il Mondiale vinto con la nazionale brasiliana

Si avvicinano i Mondiali e tra le nazionali che vi parteciperanno ci sarà anche il Brasile. Tra le stelle che hanno vestito la maglia verdeoro impossibile non menzionare Rivaldo, Pallone d’Oro nel 1999. Il brasiliano ha avuto una parentesi anche in Serie A, con la malia del Milan. 

Rivaldo, gli inizi di carriera in Brasile

Rivaldo nasce nel ’72 a Paulista in Brasile, il calcio è la sua via d’uscita da una condizione di estrema povertà e ristrettezze. Passione e talento non sono mai mancati e gli hanno permesso di fare la differenza affermandosi a livelli importanti. Nel 1989 firma il suo primo contratto da professionista con la squadra della sua città natale e lì inizia il suo viaggio nel mondo del calcio. La prima parte della carriera lo ha visto viaggiare da una parte all’altra del Brasile: Paulista, Santa Cruz, Mogi Mirim, Corinthias e Palmeiras fino al 1996. Quest’ultima esperienza gli permette di fare il salto di qualità arrivando in Europa.

Rivaldo, il Barcellona e il Pallone d’Oro

Dopo aver conquistato il bronzo olimpico ai Giochi di Atlanta, inizia la sua avventura con la maglia del Deportivo La Coruña. È col Barcellona che si consacra, il trasferimento il blaugrana avviene dopo un anno: nell’estate del 1997. La sua esperienza più importante della carriera sia a livello individuale sia a livello di squadra. Qui arricchisce il palmares che già contata due campionati paulisti e uno brasiliano, si aggiungono due campionati e una Coppa di Spagna e poi una Supercoppa Uefa. Lo score è di 235 presenze e 130 gol messi a segno. Dopo due anni in Catalogna vince anche il premio più ambito tra i calciatori: il Pallone d’Oro, nello stesso anno si aggiudica anche la Copa America col Brasile. 

Rivaldo e l’esperienza al Milan

Conclusa l’esperienza al Barcellona, per Rivaldo arriva il momento di cambiare aria ma non di lasciare l’Europa. Nel 2002 firma per il Milan, arriva con grandi aspettative che però non si dimostrano all’altezza. Il suo rendimento in rossonero non è lo stesso di quello un blaugrana: 40 presenze e appena 8 gol. La stagione però, si rivela comunque positiva perché il Diavolo in quell’annata vince Coppa Italia, Champions League e Supercoppa Uefa. Nel 2003 la rescissione del contratto. Non smette di viaggiare, continua il suo tour in giro per il mondo tra Cruzeiro, Olympiakos e AEK Atene. Poi il campionato uzbeko e infine, chiude la carriera al Mogi Mirim nel 2015.

L’avventura col Brasile

La Nazionale è un altro capitolo importante della sua vita. L’esordio arriva nel 1993 e appena cinque anni dopo, nel 1998, partecipa al suo primo Mondiale dove vede sfumare il trofeo nella finale contro la Francia. La vita però, gli concede una seconda chance e nel 2022 tra Giappone e Corea si aggiudica il trofeo battendo in finale la Germania. 12 mesi dopo quel trionfo lascerà la Seleçao con un bilancio di 74 presenze e 35 reti realizzate.