Como-Roma, analogie e differenze tra Fabregas e Gasperini
Quella tra Roma e Como sarà la partita che infiammerà la sesta giornata di Serie A. Dopo tre settimane di lunga attesa, domenica 11 ottobre alle ore 12.30 lo Stadio Sinigaglia ospiterà una partita tra due delle squadre che esprimono il miglior calcio d’Italia, ma anche uno scontro diretto per i vertici della classifica.
Nella scorsa stagione erano stati proprio giallorossi e lariani ad approfittare del fallimento di Juventus e Milan, centrando l’accesso in Champions League. Quest’anno entrambe le squadre proveranno a confermare l’obiettivo giocandosela alla pari con alcune delle forze più importanti della Serie A. Quella tra Roma e Como, però, è anche una partita tra due allenatori che hanno in mente un calcio diverso, ma lo stesso obiettivo: giocare bene per vincere.
Le analogie tra Fabregas e Gasperini
Tra Gian Piero Gasperini e Cesc Fabregas ci sono delle analogie tattiche che caratterizzano le loro squadre. Entrambi, come detto, prediligono un gioco esteticamente bello e intenso. Roma e Como non speculano, attaccano e aggrediscono la partita. Sono loro a indurre l’avversario all’errore, non aspettano che quest’ultimo sbagli per approfittarne. Una mentalità calcisticamente contemporanea e che caratterizza alcuni dei più forti club d’Europa.
Sono amanti del palleggio. Fabregas lo fa costruendo dal basso, come ha imparato lui stesso nel Barcellona di Guardiola. La sua costruzione è caratterizzata da una rete di passaggi che manda a vuoto il pressing avversario e apre spazio per gli attaccanti. Gasperini vuole un possesso ancor più rapido e in profondità. La Roma riconquista palla e con il pallone deve costruire l’azione che porterà poi al vantaggio.
Si affidano alla qualità tecnica dei singoli. Sulla destra Gasp vanta Dybala, Fabregas Nico Paz. Poi ci sono giocatori come Soulé, Diao, Mora, Jesus Rodriguez e Baturina. In attacco il bomber: Malen e Castro per i giallorossi, Douvikas e Kean per i lariani. Quattro punte con un elevatissimo tasso tecnico.
Un’ulteriore analogia riguarda il posizionamento. Non sono due allenatori statici, ma che pretendono un continuo interscambio di posizioni nella propria scacchiera così da occupare gli spazi con intelligenza e creare disordine nella retroguardia avversaria.
Le differenze tra Fabregas e Gasperini
Il calcio che Gasperini e Fabregas propongono, però, presenta anche delle diversità evidenti. La prima su tutte è il sistema di gioco. La Roma scende in campo con il 3-4-2-1 classico di Gasperini, quindi con una linea a tre ed esterni a tutta fascia dotati di grande rapidità e propulsione offensiva (Wesley e Molina). Il Como, invece, scende sempre in campo con il 4-2-3-1.
Tutti e due puntano su un centrocampo a due solido, ma Fabregas porta più qualità sulla trequarti avversaria. I terzini si sovrappongono, gli esterni sono trequartisti o seconde punte che dialogano negli ultimi 20 e attaccano anche la profondità. Poi la palla passa sempre per Nico Paz e Baturina che hanno il compito di inventare la giocata. Quella decisiva per il gol.
A differenziarli è anche la filosofia. Gasperini è un allenatore di rottura. Il suo calcio si basa su un atletismo estremo e su duelli individuali a tutto campo. Il classico calcio uomo su uomo. Fabregas è più di gioco. Vuole che la sua squadra gestisca il ritmo della partita: acceleri quando il momento lo richiede, ma rallenti quando ce n’è bisogno. Il tutto gestendo, ovviamente, il pallone tra i piedi.
Una gestione che richiede, quindi, verticalizzazioni e giocate orizzontali. Al contrario della Roma che raramente scambia orizzontalmente, ma preferisce sempre la verticalità per spezzare la linea avversaria. Il Como anestetizza e colpisce. La Roma aggredisce e sorprende.
Sono differenti, quindi, anche le pretese dei due tecnici. Uno vuole atletismo e forza nei duelli individuali, l’altro rapidità mentale e intelligenza tattica.