Derby di Roma alle 12.30? Sarri protesta, ma Gasp frena: “Non ci sono altri orari”
Maurizio Sarri torna protagonista e lo fa con toni durissimi, soprattutto sul possibile orario del derby. L’ipotesi di giocarlo alle 12:30 a causa della contemporaneità con gli Internazionali di tennis lo manda su tutte le furie: minaccia una protesta clamorosa (“vado in panchina e poi me ne vado”) e attacca la Lega, definendo quella scelta un insulto per Roma, per le due squadre e per i tifosi. Ricorda anche come a inizio stagione il derby sia stato giocato sotto il caldo estremo e chiede spiegazioni su decisioni che, secondo lui, non rispettano né il contesto né il calendario già noto da tempo.
Lo sfogo di Sarri
Queste le parole del tecnico biancoceleste, che ha messo d’accordo sia l’ambiente laziale che quello romanista: “Le date degli Internazionali si sanno da due anni, che le gare si devono giocare in contemporanea nelle giornate finali pure. Se chi fa il calendario in Lega non capisce questa cosa, deve dare le dimissioni subito. A inizio stagione abbiamo fatto il derby a 37 gradi, ora ce lo fanno giocare a maggio alle 12:30. È un insulto a Roma, alle due società romane, ai tifosi e qualcuno deve pagare. Spero che non ci facciano giocare a quell’ora, anche solo chi l’ha proposto se ne deve andare. Sicuramente io non vengo, non vi faccio le interviste per protesta. Vado in panchina poi mi alzo e me ne vado. Vorrei chiedere in Lega perché non hanno fatto giocare Inter – Milan alle 12:30″.
La risposta di Gasperini
Di diverso avviso è invece Gasperini, che non vede nell’orario un grande problema e anzi minimizza la polemica alzata dal suo collega: “Il problema è che non ci sono altri orari, nessuno credo sia felice di giocare a quell’ora. Però mi hanno spiegato che non si può giocare di sera per ordine pubblico, di lunedì alle 18 sarebbe ancora peggio. Sarri non viene? Ma sì, vedrete che viene”.