Inter, Bastoni: “Ho sbagliato, ma le minacce sono ingiuste”
Inter-Juventus non finisce mai, specialmente per Alessandro Bastomi. Le polemiche infatti non si sono ancora spente dopo il confronto con i bianconeri, tra la sospetta simulazione del difensore e l’espulsione di Pierre Kalulu derivata proprio da quell’episodio, fulcro di uno strascico lunghissimo di critiche di cui molte anche ben sopra le righe. Alla vigilia della sfida di Champions League contro il Bodo/Glimt valevole per l’andata dei playoff, il difensore dell’Inter ha scelto la conferenza stampa per chiarire la propria posizione e provare a chiudere la questione: “Ho aspettato qualche giorno per ricedere quello che è successo, per capire le differenze rispetto a quanto vissuto live. In questi giorni si è parlato tanto, più di quello che avrei immaginato. Sono qui per prendermi le responsabilità. Ho sentito un contatto al braccio, che rivedendo ho assolutamente accentuato. Ma mi spiace soprattutto anche per l’atteggiamento successivo”.
Il diritto di sbagliare
Un’ammissione di colpa netta, accompagnata però a sua volta anche dalla ferma condanna da parte dello stesso Bastoni degli attacchi personali ricevuti negli ultimi giorni, che hanno travalicato il confine sportivo coinvolgendo anche la sua famiglia e l’arbitro della gara: “L’essere umano deve avere il diritto di sbagliare ma anche il dovere di riconoscerlo. Quindi sono qui per questo. Dal punto di vista personale la vicenda non mi ha segnato, sono esposto e abituato alla gogna mediatica come l’ha definita giustamente il presidente. Ma sono capace di gestire. Mi dispiace per mia moglie e mia figlia, si è ritrovata auguri di malattia o minacce di morte che non stanno né in cielo né in terra. Come mi dispiace per l’arbitro La Penna. Per persone meno abituate a stare così esposte. Mentalmente sto molto bene, è successa la stessa cosa a parti inverse quando è stato concesso rigore al Liverpool: non è stato fatto il mio processo a Wirtz… Chivu è stato coerente”.