Pasalic-Samardzic, l’Atalanta ribalta il Napoli: a Conte non basta Beukema
L’Atalanta di Palladino non si ferma più e lancia un segnale chiarissimo alle pretendenti per l’Europa che conta. Nonostante l’ampio turnover in vista del ritorno di Champions contro il Borussia Dortmund, che ha visto Scamacca ed Ederson inizialmente in panchina, la Dea ha mostrato una prova di forza mentale notevole. Il Napoli era riuscito a sbloccare la gara nel primo tempo grazie a un colpo di testa di Beukema su punizione di Gutierrez, approfittando di una disattenzione della retroguardia di casa. Gli azzurri hanno accarezzato più volte il raddoppio, vedendosi però annullare una rete ad Alisson Santos per fuorigioco e un calcio di rigore inizialmente assegnato e poi revocato dal Var per un contatto giudicato troppo lieve tra Hien e Hojlund.
Atalanta, svolta dalla panchina
Nella ripresa l’inerzia del match è cambiata radicalmente, complice una decisione arbitrale che farà discutere: il raddoppio negato a Gutierrez per un fallo dubbio di Hojlund su Hien ha dato la scossa definitiva ai bergamaschi. Palladino ha attinto a piene mani dalla panchina, inserendo Scamacca e Samardzic per alzare il baricentro dell’Atalanta. La pressione ha dato i suoi frutti al 61′, quando su un corner pennellato da Zalewski, Mario Pasalic ha trovato il tempo perfetto per svettare e battere Milinkovic-Savic. Il pareggio ha tolto certezze a un Napoli apparso stanco e meno reattivo rispetto alla prima frazione, faticando a contenere le avanzate sulle corsie laterali dei nerazzurri.
Samardzic decide Atalanta-Napoli
Il sorpasso definitivo è arrivato all’81’, coronando un secondo tempo dominato sul piano dell’intensità. Su un cross millimetrico dalla sinistra del subentrato Bernasconi, Lazar Samardzic è svettato sopra Olivera, siglando il gol del definitivo 2-1 con una potente incornata. Questa vittoria permette all’Atalanta di salire a 45 punti, agganciando il Como e portandosi provvisoriamente a sole due lunghezze dalla Roma quarta. Per il Napoli resta l’amaro in bocca per una gestione complicata degli episodi arbitrali e per il mancato cinismo sotto porta, con la squadra di Conte che resta ferma a quota 50 in terza posizione, ora insidiata proprio dai giallorossi.