Spalletti, bacio alla giornalista in diretta: cosa è successo
Il post-partita di Juventus-Lazio, terminata sul punteggio di 2-2 all’Allianz Stadium, ha regalato un momento destinato a diventare virale. Protagonista assoluto Luciano Spalletti che, ai microfoni di DAZN, ha analizzato con il suo consueto stile filosofico e pungente gli episodi dubbi del match, in particolare il possibile rigore non concesso ai bianconeri nel primo tempo per un contatto su Cabal. Tra un’analisi tattica e una riflessione sul regolamento, il tecnico toscano ha improvvisato una dimostrazione pratica che ha lasciato di stucco lo studio, coinvolgendo direttamente la giornalista Federica Zille.
Il “contatto” in diretta: la lezione di Luciano
Mentre si discuteva dell’imprudenza del difensore laziale e dell’interpretazione arbitrale, Spalletti ha interrotto il flusso del discorso rivolgendosi alla Zille: “Ti posso dare un bacio?“. Subito dopo aver ricevuto il via libera, l’allenatore l’ha abbracciata affettuosamente, utilizzando il gesto come metafora per la sua tesi: “Ecco, questo è un contatto. Ma ci sono tipi e tipi di contatto“. Con questa mossa scenica, Spalletti ha voluto spiegare che non ogni scontro fisico in area deve essere sanzionato, criticando la tendenza attuale a rendere automatici falli come lo step on foot o i tocchi di mano, che a suo dire non possono essere generalizzati senza valutare intensità e dinamica.
La critica al sistema: “L’arbitro deve essere professionista”
Al di là del siparietto, Spalletti ha poi alzato i toni della polemica verso l’organizzazione della classe arbitrale. Secondo il tecnico della Juventus, il vero problema risiede nella mancanza di professionismo totale dei direttori di gara: “Non va bene che l’unico non professionista in campo sia l’arbitro, che deve arrivare a casa e pensare ad altro per vivere“. Per Spalletti, l’arbitraggio richiede una dedizione esclusiva che oggi manca, creando squilibri nelle valutazioni: “Se si segue la regola alla lettera, quello di stasera è rigore tutta la vita, perché c’è imprudenza e danno. Ma finché non ci sarà un professionismo vero, saremo sempre legati a interpretazioni che creano confusione“.