Serie A

Venezia, Stroppa a rischio esonero: “Se fossi il presidente…”

I lagunari cadono 0-2 contro la Lazio. Il tecnico difende il lavoro della squadra nonostante zero punti dopo cinque giornate
Giovanni Stroppa (Photo by Image Photo Agency/Getty Images)

Serata amara per il Venezia, superato 0-2 dalla Lazio di Gennaro Gattuso al Penzo. Dopo un primo tempo difficile per i biancocelesti, con tanto di rigore sbagliato, a decidere la partita ci pensano Zaccagni, dagli undici metri, e Noslin, entrambi a segno nella ripresa. Per gli uomini di Giovanni Stroppa si tratta della quinta sconfitta consecutiva, con la squadra che resta ferma a zero punti dopo cinque giornate di campionato.

Il rammarico di Stroppa

Nel post partita, il tecnico lagunare non si dà pace: “La classifica non rispecchia il lavoro fatto dalla squadra. I numeri sono lì: abbiamo fatto sei tiri in porta e loro due ed è finita 0-2“. Stroppa ha ricostruito la gara sottolineando la buona prestazione dei suoi: “Il primo tempo è stato eccezionale, avevamo preparato bene la partita e i giocatori l’hanno interpretata anche meglio, poi il rigore sbagliato è stato lo spartiacque. Ma anche dopo lo 0-1 la squadra ci ha sempre creduto, ha creato tanto anche nel secondo tempo“.

“Il migliore in campo era il loro portiere”

Il migliore in campo questa sera è stato il portiere della Lazio. Noi continueremo a lavorare così“. Una frase che restituisce tutta l’amarezza di un tecnico convinto della bontà del proprio lavoro nonostante un ruolino di marcia impietoso. Stroppa ha poi parlato della sosta imminente come di un’occasione preziosa per ricompattare il gruppo: “Il pensiero è che la squadra possa essere dispiaciuta e quindi mollare, devo lavorare su questo. È la prima volta che abbiamo tre settimane davanti per preparare una partita, c’è da recuperare gli infortunati: ne ho contati 11“.

Il futuro in bilico

Con la sosta alle porte, la posizione di Stroppa resta appesa a un filo. Lo stesso allenatore, interrogato sul proprio destino, non si è nascosto: “Se fossi nella presidenza non manderei via l’allenatore, ma non decido io. Faccio questo lavoro e dipende da dove andrà il giudizio, se sui risultati o sul lavoro quotidiano fatto in campo. È chiaro che con qualche gol fatto in più avremmo una classifica diversa per quello che è stato proposto, ma anche oggi la squadra ha mostrato equilibrio, forza e attenzione eccezionali. Non ho avvisaglie negative, i numeri sono impietosi ma le prestazioni, quello che produce la squadra, sono lì“.