Formula 1, cosa hanno detto i test: perché Ferrari può sperare e come stanno le altre
Test in archivio, si scaldano i motori in Formula 1 in vista del via definitivo della stagione. Si partirà allora tra 6 e 8 marzo, quando team e piloti si sposteranno a Melbourne per il Gran Premio d’Australia che darà il via ufficiale alla stagione. Intanto, però, qualche prima indicazione può essere raccolta anche dai test andati in scena a Sakhir: ecco cosa hanno detto queste prime settimane di F1 2026.
Le forze in campo
Grande delusione in casa Aston Martin: arrivata in ritardo, è la scuderia finora più lenta nonostante l’arrivo di Newey. È presto per alzare già bandiera bianca, ma i segnali non sono certo incoraggianti. A maggior ragione se anche la new entry Cadillac ha fatto meglio, almeno temi alla mano. Rimangono comunque tante le domande su una stagione inevitabilmente di scoperta. In difficoltà anche la Williams, con lo stesso Sainz che ha lanciato l’allarme. Qualche passo avanti in queste settimane l’ha mostrato Racing Bulls, che si è dimostrata la seconda miglior scuderia per giri completati. Buone sensazioni poi anche in casa Audi, pur alle prese on qualche problema tecnico inevitabile. Potrebbe diventare invece la quinta forza di questa stagione di Formula 1 la Haas, apparsa in gran forma nei test. Dovrà però vedersela con una Alpine che esce dai test come la vera sorpresa tra le squadre di seconda fascia. Tra i team di vertice invece Red Bull è sembrata quella più indietro, nonostante la presenza di Verstappen. Carte ancora coperte invece per McLaren, che ha marcato da vicino una Mercedes che si candida a essere la vera favorita per il titolo. E la Ferrari?
Le aspettative Ferrari
Ancora una volta la stagione di Formula 1 parte sotto buoni auspici a Maranello, ma ci sarà bisogno di confermare tutto in gara. Intanto, però, è una Ferrari che ha dato almeno cinque ragioni per sperare in una stagione positiva. La prima è la velocità: l’1’31’’992 di Leclerc è l’unico giro sotto l’1’32’’ in questa stagione, con otto decimi di vantaggio sl campione del mondo. Giro singolo, ma anche progressione: le prestazioni non sono mancate. Così come non è mancata l’affidabilità: chilometraggio abbondante e problemi di affidabilità al minimo. Impossibile non citare poi il degrado gomme, finora gestito abilmente dai due piloti di Maranello. Dove invece gli ingegneri hanno lavorato a ritmi serrati, portando due novità che potrebbero essere decisive. La prima sta nella scelta progettuale di un turbocompressore più piccolo rispetto alla concorrenza che permette di avere partenze fulminanti rispetto agli avversari. La seconda e ultima causa di ottimismo sta invece nell’innovazione, con l’ala posteriore rotante che ha sorpreso tutto dando circa 8-10km/h di vantaggio ai due piloti in rosso. Alla fase dei Gran Premi il compito di confermare le aspettative.