MotoGP

Ducati, cento anni di storia: un’azienda diventata leggenda nel motorsport (e non solo)

Ducati compie cento anni di storia, dalla fondazione del 2026 al consolidamento nel motorsport
Pecco Bagnaia, Ducati, MotoGP
Pecco Bagnaia, Ducati, MotoGP

Era il 1926 quando Antonio Cavalieri Ducati, ingegnere e imprenditore italiano, trasformò la produzione di motocicli, che aveva avviato nel Dopoguerra, nella Società Scientifica Radiobrevetti Ducati (SSR Ducati), oggi nota ai più come Ducati Motor Holding. Una storia che ha inizio un secolo che fa e che oggi, a cento anni dalla fondazione, è l’azienda di riferimento di molti motociclisti e appassionati del motorsport. Ducati, come le molte case di produzione di moto, è diventata una scelta e uno stile di vita. Il rosso fiammeggiante la contraddistingue dalle altre due ruote. Il successo recente nel mondo della MotoGP e della Superbike la ha resa una casa ancor più amata e ambita rispetto al passato.

L’esordio di Ducati nel motorsport

Nel mondo del motorsport l’esordio di Ducati arriva già negli anni ’50 nella classe 125, ma la vera storia del reparto di riferimento Ducati corse è datata solo 1999. Per quarant’anni la casa con sede a Borgo Panigale si era limitata a schierare una squadra corse che non possedeva legami diretti con la casa madre, o al supporto verso squadre e preparatori esterni. Nonostante rientrasse in effetti tra le squadre ufficiali. La prima vittoria è datata 1959, quando a bordo di una 125 GP Desmo, il britannico Mike Hailwood, soprannominato ‘Mike the bike’, riuscì a concludere in testa il Gran Premio dell’Ulster, in Gran Bretagna. La nascita del settore Ducati corse rappresenta, però, il vero punto di svolta della rossa nel mondo del motorsport.

L’esordio di Ducati in MotoGP

Nel 2001 la Ducati decise di tornare in classe regina, dopo l’esordio nel 1971. Il piano era quello di tornare a competere in pista per il 2003 e nel farlo decisero di affidarsi alla coppia di piloti composta da Loris Capirossi e Troy Bayliss. L’impatto fu impressionante. La Desmosedici progettata negli anni precedenti si dimostrò fin da subito competitiva. Nel GP del Giappone il pilota italiano conquistò il primo podio Ducati nella nuova MotoGP (prima portava il nome di GP1 e ancor prima di Classe 500), riuscendosi a confermare anche nelle due gare successive. A Montmelò Capirossi guidò la Ducati anche al suo primo successo nella massima categoria. La stagione si chiude con tre terzi posti (in Giappone, in Portogallo e a Valencia), due secondi posti (in Italia e in Australia), una vittoria (in Catalogna), tre pole position (a Jerez, nei Paesi Bassi e in Portogallo) e un giro veloce (in Italia) per l’italiano. Meno soddisfacente è il rendimento di Bayliss che ottenne solo tre terzi posti (a Jerez, in Germania e nella Repubblica Ceca).

L’arrivo di Stoner e il primo titolo mondiale di Ducati

Negli anni la Ducati visse nuove modifiche che toccarono l’apice nel 2007 quando, dopo una serie di risultati altalenanti, si passò dalla MotoGP da 990 cm³ a quella da 800 cm³ di cilindrata. A guidare la nuova Desmosedici GP7 furono ancora Loris Capirossi, bandiera del mondo Ducati, e un giovanissimo australiano destinato a fare la storia del motociclismo: Casey Stoner. Il 2007 è l’anno in cui Ducati corse vince il suo primo titolo. Casey Stoner, quel giovane talento emergente, riuscì a laurearsi campione per la prima volta (si ripeterà nel 2011 con la Honda). Furono 10 le vittorie in un motomondiale dominato quasi per intero, 14 invece i podi complessivi su 18 gare. Nell’era di Valentino Rossi la Ducati si inserì di prepotenza, riuscendo ufficialmente a entrare nella storia del motociclismo in tempi record.

Il fallimento di Valentino Rossi

Nel 2011 Ducati provò a instaurare un nuovo dominio. Dalla vittoria del titolo Stoner non riuscì più a rivestire i panni del campione e, arrivato alla separazione con Borgo Panigale, venne sostituito dalla leggenda Valentino Rossi. Il #46, punto di riferimento di Yamaha, accettò la sfida nella speranza di dar vita a un nuovo binomio storico tutto italiano Rossi-Ducati. Il sogno svanì in due anni. Il ‘Dottore’ ottenne un settimo e un sesto posto, senza mai riuscire a vincere una gara in rosso e ottenendo solo tre podi. La separazione fu d’obbligo. Valentino tornò in Yamaha e al suo posto arrivò in Ducati, sempre dalla casa giapponese, un altro giovane molto interessante che portava il nome di Andrea Dovizioso.

Dovizioso come Capirossi: Ducati costruisce il suo futuro

La permanenza di Dovizioso in Ducati durò fino al 2020 e il suo lavoro fu fondamentale per la crescita di un reparto che oggi domina in lungo e in largo il motomondiale. ‘Dovi’ può essere indicato come il vero erede di Loris Capirossi. Entrambi, senza mai vincere un motomondiale ma andandoci spesso vicino (per tre volte Dovizioso arrivò al secondo posto finale), segnarono la strada verso un nuovo successo della casa di Borgo Panigale regalando stagioni che oggi sono ancora incorniciate nei musei della MotoGP. La conclusione dell’avventura di Dovizioso

L’era moderna: Ducati domina

Il 2022 è l’anno in cui Ducati torna sul tetto del motociclismo. Puntando su Pecco Bagnaia e Jack Miller, arrivati nel 2021, e l’approdo di nuovi team satellite come VR46 e Gresini, che si aggiungono al già presente Pramac, Borgo Panigale riporta anche un pilota in cima al motomondiale. Quindici anni dopo il primo e fino a quel momento unico successo di Casey Stoner, Pecco Bagnaia diventa il pilota più veloce in pista conquistando vincendo per la prima volta la MotoGP. Il pilota torinese, arrivato secondo l’anno precedente, scrive la storia di Ducati riuscendo a confermarsi anche l’anno successivo e diventando il pilota del momento. Dal 2020 in poi la squadra italiana vince sei titoli costruttori consecutivi, portando nel 2024 al primo posto Jorge Martin (Pramac) e replicando nell’ultima stagione Marc Marquez. Il pilota spagnolo, che fino a qualche anno prima era entrato nella leggenda in sella a Honda, rappresenta la conferma della crescita di una casa che oggi è la numero uno al mondo, capace di portare nel proprio team i migliori rider in circolazione.

La celebrazione del centenario

A 100 anni dalla sua fondazione Ducati ha trovato nel motorsport il suo terreno fertile. Ducati nell’arco di pochi anni è stata capace di aprire un’era che è destinata a durare ancora a lungo, nonostante le rinascita della rivale italiana Aprilia. Unica in grado di creare insidie a Borgo Panigale. In occasione del suo centenario Ducati ha voluto celebrare questa data storica proponendo in MotoGP una livrea rosso opaco, dedicata a quel colore che ha preso il nome negli anni di ‘rosso Ducati‘. Nel corso dell’anno sono in programma una serie di celebrazioni che andranno oltre il campo del motorsport. In pista e non solo sono previsti appuntamenti che riuniranno tutti coloro che in Borgo Panigale hanno visto qualcosa di più di una semplice azienda. Uno stile di vita fiammeggiante, come quel rosso che oggi domina sui circuiti.