Brooklyn Beckham, le accuse a David e Victoria: “Il marchio viene prima di tutto”
Che i rapporti fossero tesi non è certo una novità ma adesso Brooklyn Beckham, primogenito di David e Victoria, ha deciso di rompere il silenzio rilasciando dichiarazioni durissime nei confronti di una delle famiglie più celebri del mondo. Da mesi ormai Brooklyn non appare insieme al resto della famiglia e, solo qualche giorno fa, aveva diffidato i genitori costringendoli a comunicare con lui solo tramite i suoi legali ma adesso ha deciso di vuotare il sacco lanciando accuse pesantissime nei confort dei genitori.
Beckham duro: “Non voglio riconciliarmi con la mia famiglia”
Lo ha fatto tramite social con una serie di storie in cui spiega i motivi che lo hanno portato ad allontanarsi: “Sono rimasto in silenzio per anni, ma i miei genitori e il loro team hanno continuato a rivolgersi alla stampa, non lasciandomi altra scelta se non quella di dire la verità. Non voglio riconciliarmi con la mia famiglia. Non sono controllato, mi sto facendo valere per la prima volta nella mia vita”.
“La mia famiglia dà più valore alla promozione pubblica e agli accordi commerciali che a qualsiasi altra cosa. Il marchio Beckham viene prima di tutto. L’amore familiare è deciso da quanto pubblichi sui social media, o da quanto velocemente molli tutto per presentarti e posare per una foto di famiglia, anche se a spese dei nostri obblighi professionali. Per anni ci siamo fatti in quattro per presentarci e dare il nostro supporto a ogni sfilata, ogni festa e ogni attività con la stampa per mostrare la “nostra famiglia perfetta”.
Beckham, i retroscena sul matrimonio con Nicola Peltz
Al centro delle frizioni c’è il matrimonio di Brooklyn con Nicola Peltz che, David e Victoria, non hanno mai accettato puntando spesso il dito contro la ragazza e accusandola da plagiare il figlio. La verità sembra però essere un’altra: “La notte prima del matrimonio i membri della mia famiglia mi hanno detto che Nicola non era “nostro sangue” e “non era famiglia. Settimane prima del grande giorno, i miei genitori mi hanno ripetutamente fatto pressione e hanno cercato di farmi cedere i diritti sul mio nome, cosa che avrebbe avuto ripercussioni su di me, mia moglie e i nostri futuri figli. Erano irremovibili sul fatto che firmassi prima della data del mio matrimonio perché allora sarebbero entrati in vigore i termini dell’accordo. Il mio rifiuto ha compromesso il loro guadagno, e da allora non mi hanno mai più trattato allo stesso modo”.
Il 26enne prosegue il suo racconto come un fiume in piena: “Durante i preparativi del matrimonio, mia madre è arrivata a definirmi “malvagio” perché io e Nicola avevamo scelto di includere al nostro tavolo, la mia tata Sandra e la nonna di Nicola, dato che entrambe non avevano i loro mariti. Entrambi i nostri genitori avevano comunque i loro tavoli, di fianco al nostro. Davanti ai 500 invitati al nostro matrimonio, il primo ballo da neosposi non l’ho fatto con mia moglie come stabilito, ma con mia madre, che si è presentata sul palco ballando con me in modo anche poco appropriato. Non mi sono mai sentito così a disagio o umiliato in tutta la mia vita”.
Beckham: “Ho provato a riconciliarmi ma sono sempre stato respinto”
Insomma, secondo il racconto del primogenito, la famiglia avrebbe fatto di tutto per rovinargli il matrimonio e non solo. Brooklyn avrebbe anche provato a recuperare ma, stando al suo racconto, sarebbe sempre stato respinto come in occasione della festa per i 50 anni di David: “Siamo stati respinti per una settimana, mentre aspettavamo in hotel cercando di organizzare del tempo di qualità con lui. Ha rifiutato ogni nostro tentativo, a meno che non fosse alla sua grande festa di compleanno, con un centinaio di invitati e telecamere ovunque. Quando finalmente ha accettato di vedermi, è stato a condizione che Nicola non fosse invitata. È stato uno schiaffo in faccia. In seguito, quando la mia famiglia è andata a Los Angeles, si sono rifiutati di vedermi del tutto”.
Difficile capire quale sia la verità ma una cosa è certa, Brooklyn non ha nessuna intenzione di riconciliarsi: “Per la prima volta nella mia vita, da quando mi sono allontanato dalla mia famiglia, l’ansia è scomparsa. Mi sveglio ogni mattina grato per la vita che ho scelto e ho finalmente trovato pace e sollievo”.